Obama: niente finanziamenti alla Grecia
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L'incontro tra Barack Obama, George Papandreou e Dominique Strauss-Kahn avvenuto ieri a Washinghton non ha fatto quelle faville che il primo ministro greco si aspettava, nonostante i sui ottimi tentativi di convincimento.
Gli Usa vogliono tenersi fuori il più possibile e non interferire con le questioni che riguardano l'Europa. Obama ha dunque lasciato intendere che non vi è l'intenzione, almeno immediata, di finanziare la Grecia. L'interesse mostrato dagli Stati Uniti verte, però, sull'esito dei negoziati tra Atene e i suoi possibili benefattori che potrebbe avere dei risvolti sul movimento di capitali all'interno del Fondo monetario internazionale.
Obama bacchetta Germania e Francia: la prima perché non intende erogare fondi nonostante il piano di risanamento messo a punto dalla Grecia, la seconda perché Sarkozy vuole evitare che il presidente del Fondo monetario, Strauss-Kahn, eserciti la sua leadership sull'Europa. È una mera questione d'orgoglio. Il premier francese non digerirebbe mai di non essere lui a coordinare i lavori che porteranno alla salvezza della repubblica ellenica.
L'ansia di Washington deriva dalla possibilità che il collasso ellenico possa creare un eventuale corto circuito all'intero sistema finanziario internazionale.
La paura americana è di diventare vulnerabili una volta che i mercati si accorgeranno che la possibilità di accorrere in aiuto ai paesi deboli sta venendo meno.
Ciò che le autorità di oltreoceano non comprendono è come, in questo caso la Germania, possa solo pensare di lasciare uno Stato nelle condizioni della Grecia, in balia di se stesso e con l'imminente eventualità di crollare da un momento all'altro e di trascinare nel baratro tutti i paesi dell'Ue.
ticinofinanza.ch, 10 marzo 2010
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