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Brera arriva a Lugano grazie a Five Gallery

Brera si esprime per la prima volta in Canton Ticino attraverso una galleria luganese: Five Gallery che ha voluto ampliare i suoi orizzonti, rinnovarsi e votarsi al futuro affidando la curatela al Professor Andrea Del Guercio, titolare delle Cattedre di Storia dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Sacra Moderna e Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. In occasione della mostra “Caleodiscopio del Contemporaneo”, la cui inaugurazione sarà martedì 25 novembre alle 18 , Del Guercio ha selezionato, per Five Gallery, una decina di artisti dell’Accademia che esporranno le proprie opere nelle sale della galleria di via Canova 7. Ticino Finanza ha intervistato il curatore per scoprirle la sua linea di pensiero nell’ambito del progetto “caleidoscopico” di esaltazione delle individualità espressive che lo vede coinvolto.

Professor Del Guercio, lei è un attento conoscitore dei diversi aspetti e delle componenti del Sistema dell’Arte Contemporanea; assumendo la Direzione Artistica della Five Gallery di Lugano, quali sono le linee guida del suo Progetto Espositivo?
L’evento inaugurale e la successione degli eventi, ma anche la costituzione di una Quadreria e di una Raccolta permanente di disegni, di stampe e di fotografie direttamente accessibili dal collezionista, a cui si aggiunge la presenza di un Fondo dedicato alla scultura per gli spazi esterni, privati e pubblici, rappresentano il patrimonio di un indirizzo rivolto all’articolazione dei linguaggi espressivi, determinato dalle specificità del contributo individuale, contrassegnato dalla caratterizzante singolarità qualitativa dell’opera. Abbiamo predisposto in questi mesi di intenso lavoro uno spazio espositivo organico rispondente alle articolate necessità di un collezionismo che torni a relazionarsi alla cultura artistica attraverso la propria intima e personale sensibilità, che richiede forme di partecipazione diretta nella scoperta e nella fruizione estetica, che abbia la libertà di tornare ad agire sulla base ragionevole di quei valori che possano andare a qualificare il proprio habitat, privato e professionale.

Lei ha la fortuna di vivere all’interno del mondo dell’arte, vivendo insieme a grandi artisti ed interagendo con le nuove leve della creatività; quanto questo punto di osservazione privilegiato consolida il suo progetto per Five Gallery?

La domanda coglie perfettamente il senso del nostro progetto. Di fatto è la mia diretta esperienza quotidiana nella vita degli artisti e del fare espressivo negli studi, con i dati di confronto e di arricchimento, di rinnovamento attraverso l’originalità nella qualità, a determinare il patrimonio della galleria. Al centro di un progetto ‘caleidoscopico’ si pone infatti la ricerca delle autonomie espressive, di quei processi di comunicazione che, accettando i rischi dell’indipendenza dai codici consolidati, puntano verso l’originalità dell’esperienza creativa personale, pongono in evidenza i valori caratterizzanti del fare raccolti nella produzione delle opere. Un sistema ‘caleidoscopico’ di maestri e di giovani talenti, di forme e di temi, di immagini e di manufatti, che Five Gallery permette di far uscire allo scoperto perché si ricostituisca l’esperienza di un  collezionismo a sua volta diffuso e articolato.

Sulla base dei suoi studi e sugli interventi nel campo dell’accessibilità al sistema dell’arte insiste molto sulla relazione tra l’opera e il fruitore, suggerisce il superamento di una frequentazione distante, diremmo espositivo-museale, per sostituirla con un rapporto diretto nella quotidianità.

A partire dal 2007, dopo anni di lavoro espositivo, ho spostato la mia attenzione critica dal territorio della percezione dell’arte a quello della fruizione, qualificandola attraverso l’esperienza della frequentazione cosi che su questo indirizzo ho favorito la nascita di un alto numero di raccolte di opere e di diversi autori, tra ambiti aziendali e realtà familiari, per grandi e piccole dimensioni, specializzatesi su un tema, per tecnica e per tendenze generazionali. Alla base dei miei progetti ho posto l’esigenza di molti di recuperare un rapporto diretto con l’opera d’arte quale indicatore attivo di estetica della contemporaneità, quando l’arte è testimonianza rappresentativa della nostra sensibilità culturale; sulla base di una naturale attenzione alla bellezza, intesa come ricerca e scoperta dell’inedito e dell’originale, abbiamo creato le condizioni di accessibilità, allargando lo spettro alle diverse componenti facenti parti del patrimonio artistico contemporaneo. All’interno degli spazi di Five Gallery siamo in grado di allargare le forme di percezione, ridistribuire l’attenzione, senza l’obbligo di un investimento castigante, sia attraverso valori espressivi consolidati ma anche per anticipazione della scoperta, sia il riconoscimento dei maestri che la percezione dei nuovi talenti.

Su quali autori si configura questa nuova stagione espositiva di FiveGallery a Lugano?

“Caleidoscopio del contemporaneo” segue l’idea cinematografica di un “racconto per immagini”, dove il fruitore interagisce con un fotogramma dietro l’altro, il cui sguardo rinnova la propria condizione ad ogni passaggio quando incontra la vitale esperienza pittorica di Giorgio Cattani, la polimatericità antropologica di Antonio Ievolella, il rigore analitico nella scultura di Christian Costa, la diversa eccellenza linguistica di Federico Unia e di Carlo Rastelli, la concettualizzazione della bellezza nella fisicità della materia di Alberto Gianfreda e nel colore di Ilaria Forlini, l’energia sociale nella sperimentazione Emiliano Rubinacci, il peso della lastra e del colore la sensibilità nella dilatazione dello spazio e nell’evanescenza dell’immagine monocroma di Debora Fella e di Irene Dioli, l’intensità espressiva nel pigmento di Riccardo Garolla, “eros” nel corpo della terra di Valentina Sonzogni.

Sulla base di questo primo evento Five Gallery svilupperà un calendario articolato di approfondimenti specifici dedicati al patrimonio degli anni ’70/’80 e alle innovative forme della giovane creatività internazionale.

ticinofinanza.ch, 24 novembre 2014

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