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Bramantino a Lugano

Colui che elaborò in forme lombarde la monumentalità del Bramante. Così il Vasari ha definito Bartolomeo Suardi, detto appunto il Bramantino, che è riuscito a dare alla luce una copiosità di opere tutte volte a ritrarre da un lato la sfera politica del suo tempo, dall’altro quella contemplativa prendendo sempre ispirazione sempre dal grande maestro romano, Donato Bramante,  da cui prende il diminutivo.

Quest’arte, che ha caratterizzato il Cinquecento milanese, sarà ammirabile al Museo Cantonale d’Arte di Lugano fino all’11 gennaio 2015 grazie alla mostra “Bramantino e le arti nella Lombardia francese (1499-1525)” curata da Mauro Natale, professore onorario di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Ginevra. Non solo l’esposizione del capolavoro di Bramantino restaurato, ovvero la “Fuga in Egitto” custodita presso il santuario della Madonna del Sasso di Orselina, ma anche numerose tele provenienti dalla National Gallery di Londra, della Galleria degli Uffizi di Firenze, del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e della Pinacoteca di Brera di Milano.

Un vero e proprio iter che mostra tutti i punti di contatto tra Donato Bramante, l’artista meneghino ed altri personaggi della sua bottega come Bernardo Zenale e i suoi più celebri eredi tra cui Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari.

ticinofinanza.ch, 7 gennaio 2015

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