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Dal Ticino al Pakistan per le donne con Living Education

Tania Taddei, di Living Education Ticino, racconta gli sforzi del primo anno di attività dell’organizzazione nel nostro Cantone

Il ruolo della donna nella società è sempre stato molto travagliato, ma è stato capace di evolversi nel tempo con dure battaglie, che tuttora persistono, per l’acquisizione dei diritti civili. Queste lotte, però, non sono uguali in tutto il mondo, perché la vita del genere femminile varia drammaticamente a seconda delle latitudini

Lo sa bene l’organizzazione umanitaria Living Education, fondata a Baden, nel Canton Argovia, dal dottor Yahya Hassan Bajwa e da Fida Hussain Waraich con lo scopo di offrire alle giovani donne in Pakistan un futuro migliore. Anche il Ticino, ormai da un anno, offre il suo contributo in questo senso grazie al supporto di Living Education Ticino, di cui fa parte Tania Taddei.

Sig.ra Taddei, come è nato Living Education Ticino e cosa fa concretamente per supportare le ragazze nate in regioni così ostiche nei loro confronti?

Living Education Ticino é nata nel marzo 2015 grazie a Usman Baig, amico pakistano, che conosce  ben la realtà scolastica in Pakistan ed é amico di Yahay e Fida che ogni giorno mettono a rischio la loro vita per dare un’opportunità migliore alle donne del loro paese.

LE Ticino vuole far conoscere la drammatica situazione dell’educazione scolastica in Pakistan, e raccoglie fondi per sostenere i progetti già esistenti. L’associazione condivide il pensiero che l’istruzione é fondamentale per avere un futuro migliore, per questo ha voluto creare uno Swiss College nei pressi di Islamabad, all’interno del quale ci sono un asilo, una scuola elementare e un liceo. Nel complesso l’istituto conta 200 allievi che provengono da famiglie molto povere. LE ha pure uno sportello giuridico e una casa protetta per  donne maltrattate.

Operate solo in Pakistan?

Si, LE opera solo in Pakistan. Il lavoro che svolgiamo qui in Ticino é quello di raccogliere fondi per mantenere i nostri progetti in loco e spiegare alle persone la tragica realtà di quel Paese. 

Per festeggiare il vostro primo anno di attività avete proposto la visione, presso il Cinema Lux di Massagno il prossimo 5 aprile, del film ‘Malala’. Quanto questa storia riflette la condizione delle giovani pakistane?

Malala, in Pakistan e non solo, é il simbolo per la libertà e l’istruzione delle donne. Lei e suo padre si sono sempre mobilitati  per il diritto all’istruzione delle ragazze in Pakistan dove la condizione delle donne é tragica, provate di diritto e di qualsiasi libertà. Quello che Malala dice e fa è contro l’ideologia dei talebani che vieta l’educazione alle donne: per questo che hanno cercato di ucciderla.

Malala ha sempre lottato per dare alle donne la possibilità di andare a scuola: il suo desiderio di imparare a leggere e scrivere l’ha portata a mobilitarsi, a sostenere quanto sia fondamentale istruirsi. Il suo motto é “un bambino, un insegnate, un libro e una penna posso cambiare il mondo.” Questo l’ha portata a vincere il premio Nobel per la pace nel 2014.

 Il Ticino è abbastanza sensibilizzato verso questo tema o trova ci siano distacco e pregiudizi?

In Ticino ci sono molte persone sensibile e attente a questo tema, purtroppo ce ne sono anche molte razziste e pieni di pregiudizi. C’é chi, vedendo una ragazza con il velo, ha un atteggiamento discriminatorio, chi invece accogliente. Dietro al velo c’é una persona degna di rispetto!

E’ sempre più importante sensibilizzare le persone su questi temi, far conoscere a tutti le tragiche realtà di queste donne, solo sensibilizzando e parlandone possiamo valorizzare le donne di questi paesi. Per poter superare le paure dobbiamo informare la gente. Siamo tutti esseri umani e dobbiamo rispettarci maggiormente  andando oltre le nostre credenze religiose.

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