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Pil svizzero: previsioni in calo

Anche Créa, istituto di macroeconomia applicata, rivede al ribasso le previsioni sull'evoluzione economica svizzera. Per il 2016 crescita solo dell'1,1%

Créa, istituto di macroeconomia applicata, ha rivisto le sue previsioni di crescita reale del Pil svizzero. Per il 2016 ci si deve attendere, ormai, solo una progressione dell’1,1%, contro l’1,2% delle precedenti proiezioni e uno sviluppo dell’1,2% per il 2017, in calo rispetto all’1,8% delle previsioni. Per il 2018, la stima è del 2,1%. L’anno scorso il prodotto interno lordo era progredito dello 0,9%, in netto calo rispetto all’1,9% del 2014.

Nei primi tre mesi dell’anno, le esportazioni globali sono scese del 7,6%, prolungando la tendenza al ribasso del 2015 dell’11%. Secondo Créa, la crescita del commercio mondiale dovrebbe migliorare quest’anno solo del 2,4%,livello ben inferiore alla crescita media osservata dal 2000 a questa parte.

Il forte ribasso dei prezzi delle materie prime presenta un serio problema ai Paesi in via di sviluppo, già fortemente toccati dal calo della domanda mondiale.

Créa pone l’accento sul ‘periodi di affanno” che l’economia cinese sta attraversando, con un’attività manifatturiera in persistente contrazione, sul Giappone che oscilla tra crescita e recessione, sui tassi di crescita sempre più bassi dell’economia americana e sull’evoluzioene economica insignificante della zona euro.

Gli economisti dell’istituto di macroeconomia stimano che le esportazioni svizzere dovranno affrontare un anno ancora difficile, soprattutto se la sopravvalutazione del franco è destinata a perdurare. L’export dovrebbe aumentare dello 0,9% e dovrebbero svilupparsi ulteriormente nel 2017 con un rialzo stimato del 5,9%.

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