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Confronting Comfort’s Continent con Oliver Ressler

Giovedì 4 agosto 2016 | ore 18:00 | Valle di Blenio | Canton Ticino - Svizzera

Il punto di partenza della mostra “Confronting Comfort’s Continent”* è la sede della fondazione La Fabbrica del Cioccolato: una fabbrica dismessa.

La discussione che ne deriva riguarda le fabbriche sotto il controllo dei lavoratori, che producono non solo oggetti, ma anche nuovi modelli sociali ed economici. La videoinstallazione multicanale “Occupy, Resist, Produce” (2014/2015; con Dario Azzellini) mostra tre fabbriche a Milano, Roma e Tessalonica, dove lo scopo delle occupazioni è portare la produzione sotto il controllo degli operai. I lavoratori prendono l’iniziativa e diventano protagonisti, costruendo relazioni sociali orizzontali sui luoghi di produzione, adottando meccanismi di democrazia diretta e processi decisionali collettivi.

Spesso i luoghi di lavoro occupati si reinventano, stabilendo legami con le comunità locali e i movimenti sociali.
Milioni di persone sono state ispirate dal tentativo di produrre nuovi modelli sociali nella rivendicazione di spazi pubblici associata ai movimenti di piazza e al movimento Occupy del 2011/2012.
Questi movimenti non gerarchici hanno rifiutato la rappresentanza: come nelle fabbriche occupate, l’attività viene guidata dalla democrazia diretta. L’occupazione di spazi pubblici è servita da catalizzatore per manifestazioni, scioperi di massa, incontri e gruppi di lavoro su tematiche urgenti di diverso tipo.

La videoinstallazione multicanale ” Take The Square ” (2012) si basa su dialoghi con gli attivisti del 15M di Madrid, del movimento di piazza Syntagma ad Atene e di Occupy Wall Street a New York.
Il confronto tocca argomenti di organizzazione, processi decisionali orizzontali, l’importanza e la funzione dell’occupazione di spazi pubblici e le modalità con cui si verifica il cambiamento sociale.
La mostra che comprende queste due grandi videoinstallazioni a tre canali si estende a un altro piano della Fabbrica del Cioccolato, dove quattro video sono presentati, in dialogo con stampe e light boxes.

The Visible and The Invisible ” (2014) e ” The Right of Passage ” (con Zanny Begg, 2013) sono due film che riguardano, con approcci diversi, il movimento attraverso le frontiere, l’accesso (negato) e il saccheggio sistematico.
Il primo guarda al ruolo della Svizzera come quartier generale globale di multinazionali quasi invisibili che commerciano materie prime estratte principalmente nell’emisfero sud. “The Right of Passage” si concentra sulle lotte per ottenere la cittadinanza e mette in discussione la natura intrinsecamente esclusiva della cittadinanza. Le interviste con Sandro Mezzadra, Antonio Negri e Ariella Azoulay aprono a una discussione con un gruppo di persone che vivono “senza documenti” a Barcellona.

Questa discussione sui confini continua nel film più recente di Oliver Ressler ” Emergency Turned Upside-Down ” (2016). Il film mette alla prova il discorso cinico e disumano che chiama la presenza dei profughi in Europa “emergenza”, mentre questa parola si dovrebbe applicare alla guerra, al terrore e allo stremo economico che hanno costretto le persone a fuggire.
Il film è ambientato nella tensione che attraversa la vita sociale di oggi: da una parte l’ampio potenziale immaginario di un mondo senza frontiere, e dall’altra la prigionia insignificante della nazionalità e di tutti i confini esterni, interni e sociali che implica.

Leave it in the Ground ” (2013) estende la prospettiva ecologica presente in “Occupy, Resist, Produce” a un contesto globale, mostrando gli effetti di amplificazione del riscaldamento globale sui conflitti sociali esistenti. Nel sud del mondo il riscaldamento globale acuisce le crisi di povertà, violenza e malcontento che, insieme al riscaldamento globale in sé, sono conseguenze del colonialismo e delle norme del capitalismo neoliberista. Questo circolo vizioso alimenta le crisi umanitarie e guerre civili che amplificano disastri politici, economici e ambientali. Il film mostra come disastri ecologici e umanitari causati dal riscaldamento globale possano sovvertire vecchi ordini e aprire a nuove possibilità di trasformazione sociale e politica di lungo termine, sia positiva che negativa.

L’idea portante della mostra “Confronting Comfort’s Continent” è, in perfetta sintonia con il tema Foreignness , la trasformazione di una (vecchia) fabbrica in un luogo di produzione di conoscenza e discussione su nuovi modelli sociali ed economici in grado di superare il morente realismo capitalista in offerta.

* Il titolo “Confronting Comfort’s Continent” è una modifica della narrazione (scritta in collaborazione con Matthew Hyland) del film “Emergency Turned Upside-Down”, che si riferisce in particolare all’Europa. Ma il titolo si riferisce non tanto a un continente geografico quanto a una sorta di voluta dimenticanza della crisi; una condizione venduta come “comfort” dai superiori che trovano sempre meno acquirenti favorevo li.

Venerdì 2 settembre 2016 alle 18.00 avrà luogo una conferenza sui progetti e sui temi della mostra con: Federica Martini , Gerald Raunig, Marco Scotini e Oliver Ressler. Federica Martini, storica dell’arte e curatrice, ha lavorato preso il museo di arte contemporanea Castello di Rivoli di Torino ed è curatrice del Museo delle Culture Post Digitali. Gerald Raunig è filosofo e teorico dell’arte; insegna all’Università delle Arti di Zurigo e allo EIPCP di Vienna ed è autore di Art and Revolution: Transversal Activism in the Long Twentieth Century (2007). Marco Scotini , critico d’arte e curatore indipendente, è direttore del dipartimento di Arti Visive della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano.

Oliver Ressler, nato nel 1970, vive e lavora a Vienna e produce installazioni, progetti nello spazio pubblico e film riguardanti temi quali economia, democrazia, riscaldamento globale, forme di resistenza e alternative sociali. Oliver Ressler ha tenuto mostre personali in spazi importanti, quali il Berkeley Art Museum, USA; Platform Garanti Contemporary Art Center, Istanbul; Museo di Arte Contemporanea di Belgrado; Cent ro Cultural Conde Duque, Madrid; Alexandria Contemporary Arts Forum, Egitto; The Cube Project Space, Taipei; Wyspa Institute of Art, Gdansk; Lentos Kunstmuseum, Linz, e il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo – CAAC, Siviglia. Ressler ha partecipato a più di 250 mostre collettive, al Museo Reina Sofía, Madrid; SALT Beyoğlu, Istanbul; Centro d’Arte Yerba Buena, San Francisco; Van Abbe Museum, Eindhoven; MASSMoCA, North Adams, USA e alla Biennale di Praga (2005), Siviglia (2006), Mosca (2007), Taipei (2008), Lione (2009), Gyumri (2012), Venezia (2013), Atene (2013, 2015) e in Quebec (2014). È regista di 23 film. Nel 2013 c’è stata una retrospettiva dei suoi film al Centre d’Art Contemporain a Ginevra. Per la Biennale di Taipei del 2008, Ressler ha curato “A World Where Many Worlds Fit”. Uno spettacolo itinerante sulla crisi finanziaria, “It’s the Political Economy, Stupid”, co-curato con Gregory Sholette, è stato presentato in nove spazi dal 2011. Insieme a Ines Doujak ha co-curato “Utopian Pulse – Flares in the Darkroom”, a Secession a Vienna nel 2014. Ha ricevuto il primo premio “Prix Thun for Art and Ethics Award” nel 2016.

La fabbrica del cioccolato Cima Norma è stato un punto di riferimento industriale della valle di Blenio grazie alla costante crescita della sua attività dall’inizio del ‘900 fino al 1968, anno di chiusura; successivamente, gli spazi della fabbrica vengono adibiti a diversi utilizzi. Oggi la fondazione La Fabbrica del Cioccolato ha in carico l’attività culturale nell’ex complesso industriale; il 2016 costituisce il primo anno di attività della fondazione, con il programma Foreignness , un progetto curatoriale, ideato dal direttore artistico Franco Marinotti, che si estrinseca quale progetto tematico di analisi sull’interazione tra arte nelle sue diverse forme espressive e territorio, inteso come patrimonio culturale, sociale, politico in divenire. Foreignness , un neologismo che in italiano suonerebbe come ” Estericità (estraneità) “, è un nuovo termine che vuol far emergere le diverse forme e modalità di sentirsi estraneo, diverso, non appartenente, e conseguentemente avulso da un determinato contesto in costante evoluzione.
La Fondazione La Fabbrica del Cioccolato ha come sponsor e sponsor tecnici Banca dello Stato del Canton Ticino, Winteler Cham Paper Goup, Dazzi Tipografia SA; come sponsor istituzionali Ente Regionale per lo Sviluppo Bellinzonese e Valli, Comune di Blenio, Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino, Comune di Acquarossa, Comune di Serravalle; come Media partner, Plug-in contemporary art and culture, Ticino Finanza e Metalocus.

Altri eventi in corso presso la fondazione La Fabbrica del Cioccolato: Paper Building, di Daniel González, visibile sulla facciata esterna dell’edificio principale della Cima Norma, e CacaoCollective di Ivo Rovira e Ana Ponce, visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 14:00 alle 19:00. È comunque consigliabile annunciarsi sempre presso Franco Marinotti ( f.marinotti@chocfact.ch +41 79 794 00 16) o Giovanni Casella ( giocas@bluewin.ch +41 79 396 05 68 ).

La programmazione de La Fabbrica del Cioccolato proseguirà in ottobre con Il Pardo in Fabbrica – 2a edizione, con una selezione dal programma del Festival di Locarno 2015 sul tema Foreignness (carte blanche a Carlo Chatrian) e con l’artista spagnolo Juan López. In novembre sarà la volta dell’artista ticinese Fabrizio Giannini e poi di Yuval Avital, artista multimediale e compositore israeliano.
Gli aggiornamenti del programma sono disponibili sul sito internet www.lafabbricadelcioccolato.ch

Gli orari di apertura della Cima Norma sono dal mercoledì al sabato dalle 14:00 alle 19:00 o su appuntamento ( info@lafabbricadelcioccolato.ch ). L’entrata è gratuita .

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