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Il futuro è il car-sharing

Seconodo Comparis.ch uno svizzero su due dice di poter rinunciare all'auto, soprattutto in città

Se il dieselgate ha rovinato la reputazione delle case automobilistiche, il fenomeno del car-sharing prende piede come forma di risparmio e di consapevolezza ecologica. Dal sondaggio svolto da comparis.ch emerge che in Svizzera  una persona su due ritiene possibile in futuro rinunciare del tutto alla propria auto.

Il 58 per cento delle persone che vivono in città si può immaginare, in linea di massima, di rinunciare ad avere la propria macchina e utilizzare invece il trasporto pubblico e il car-sharing. Tra chi vive in campagna, è della stessa opinione il 48 per cento degli intervistati.

Più di una persona su cinque oggi utilizza offerte di car-sharing,  in città si parla addirittura di una persona su quattro. E il settore ha in realtà un enorme potenziale: il 55 per cento degli automobilisti che non ha ancora mai utilizzato il car-sharing può immaginarsi in futuro di affidarsi alle auto condivise.

Gli intervistati cui sono stati chiesti i motivi concreti per l’utilizzo del car-sharing, mettono in primo piano un motivo pratico: per più della metà l’offerta sostituisce la seconda auto. Gli aspetti finanziari giocano il ruolo principale per un terzo degli intervistati, secondo cui il servizio di car-sharing è più economico rispetto a un’auto propria. E il 30 per cento dice di utilizzare l’auto solo di rado, motivo per cui non conviene comprarla. Una persona su sei, invece, vuole rinunciare all’auto propria con consapevolezza.

Anche possedere la licenza di condurre continua a perdere d’importanza. Quasi la metà di chi abita in città può immaginarsi, a determinate condizioni, di rinunciarvi del tutto. In campagna invece questo è pensabile solo per una minoranza (26 per cento).

In merito all’immagine della licenza di condurre la maggior parte degli intervistati dichiara che al giorno d’oggi possedere la patente non è più così “cool” come un tempo. Soltanto un intervistato su cinque sostiene che l’autorizzazione a guidare abbia la stessa importanza rispetto a un tempo e che sia legata anche allo stesso prestigio.

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