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Al lavoro, seppur agé

Secondo gli esperti Ubs, una vita lavorativa più lunga può aiutare a contrastare la carenza di personale qualificato dovuta a fattori demografici

Secondo i calcoli di UBS Outlook Svizzera, nei prossimi dieci anni circa 1,1 milioni di persone in Svizzera raggiungeranno i 65 anni e quasi 690’000 lavoratori usciranno dal mercato del lavoro. Senza immigrazione, a questi subentreranno invece solo circa 480’000 lavoratori. Se l’occupazione continuerà a crescere come finora, nei prossimi dieci anni in Svizzera mancheranno 480 000 lavoratori a tempo pieno e sarà inevitabile una carenza di personale qualificato dovuta a fattori demografici.

Per questo, a detta degli esperti Ubs, una vita lavorativa più lunga può aiutare a contrastare sia la carenza di personale qualificato dovuta a fattori demografici sia l’aumento dei costi delle assicurazioni sociali. In tale contesto, la situazione occupazionale dei lavoratori più anziani rappresenta un problema serio.

Di fronte a un calo demografico e alla carenza di personale qualificato, le aziende nei prossimi anni dipenderanno sempre di più dai lavoratori più anziani.

Per un passaggio lineare e un trasferimento delle competenze graduale tra le generazioni, una soluzione interessante è offerta dal modello del job-sharing, con un lavoratore più anziano e un occupato a tempo parziale più giovane che desiderano adeguare il loro grado di occupazione alla pianificazione famigliare.

Altra possibilità è rappresentata dal prolungamento del termine di disdetta a favore dei lavoratori, combinato con il prolungamento della vita lavorativa oltre i 65 anni oppure un’uscita scaglionata dalla vita lavorativa.

 

 

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