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Bau. Una coralità d’arte internazionale

Quando l’arte è capsula del tempo, scatola delle meraviglie, sorpresa e investimento.

Una conversazione tra le colline della Toscana, all’ombra di un albero di fichi, in un tardo pomeriggio di agosto.Rivolgo alcune domande ad Antonino Bove Presidente di Bau Contenitore di Cultura Contemporanea, rivista d’autore sorprendente prodotto d’interesse da parte di collezionisti storici e nuove attenzioni al sistema dell’arte.

Puoi chiarirmi il significato della parola Bau?

L’etimologia della parola Bau vuole evocare il verso canino di attenzione per dire noi siamo qui, ci siamo, operando un azzeramento intellettualistico e valorizzando l’aspetto dadaista della componente ludica e anarchica, superando così la coercizione culturale; ciò non toglie però che Bau evochi la parola tedesca Bauen (fabbricare, edificare, costruire) con echi anche del Bauhaus come “casa della costruzione”.

In quale contesto è nato il progetto Bau?

Bau nasce nel 2003 in Versilia e raccoglie un eterogeneo gruppo di autori dai linguaggi e dalle espressività più diverse (arti visive, scrittura, poesia, architettura, fotografia…) ma anche altri aspetti della cultura rappresentata dalle pseudoscienze, fino al coinvolgimento di grandi chef, stilisti, collezionisti di bizzarrie e scienziati anomali.

Consapevoli che la contemporaneità si compone di una stratificazione complessa di culture abbiamo ritenuto necessario, per poterla raccontare, di effettuare un “carotaggio” attraverso il quale ricavare una campionatura delle infinità di voci che esigono di essere ascoltate.

Il progetto parte da quali necessità?

Il progetto è nato nel contesto di una città di provincia qual è Viareggio con una tradizione culturale di un certo rilievo in epoca moderna; nel 1936, per la prima volta in Italia, qui nasce il Premio Letterario Viareggio, la città di Lorenzo Viani ma che ha conosciuto anche la presenza di Giacomo Puccini e di Gabriele D’Annunzio. In Versilia avevano le loro dimore estive Luigi Pirandello e Alberto Savinio e, precedentemente Arnold Böcklin. Il progetto, quindi, raccoglie la necessità di costruire un laboratorio di sperimentazione e di ricerca come antidoto al torpore e alla sonnolenza della provincia.

Bau è un movimento, un gruppo di avanguardia?

Bau non ha nessuna presunzione di essere un movimento quanto, piuttosto, un elemento attrattore catalizzatore e di incontro di energie espressive.

Quali sono le correnti che animano di Bau?

Il comitato di redazione che coordina i lavori presenta autori che operano nell’ambito della Poesia Visiva, Mail-Art, Net-Art, Fluxus, Patafisica, Arte- Natura, Arte-Scienza, Video Arte, Performance …

 La scatola dal punto di vista iconografico rappresenta un raccoglitore di oggetti spesso eterogenei tra di loro ma, all’interno della cultura contemporanea dell’arte si evidenzia soprattutto con il significato di archivio. Come si sostanzia la forma-scatola di Bau per Bau?

Il contenitore muta continuamente forma in rapporto ai vari temi che vengono individuati. Il più recente numero 14 ha una forma circolare proprio per rappresentare il GPS Global Participation System che parafrasa il navigatore satellitare presente sui mezzi di spostamento, niente di più adatto è la forma circolare che sintetizza il pianeta e le traiettorie di movimento planetario.

La scatola rappresenta anche il mondo della scoperta e il luogo della rimessa in gioco dei sistemi collaudati della realtà..

Bau ambisce ad essere una wunderkammer, una scatola delle meraviglie che induce alla sorpresa e allo stupore. I materiali costruttivi della scatola negli anni sono stati: cartone, polipropilene biodegradabile, stoffa…La redazione favorisce l’utilizzo dei materiali più vari e diversi nell’esecuzione dei multipli: gomma, lamiera, legno, sughero, plexiglass, materiali organici come biscotti, tessuti organici sottovuoto…

Bau può essere considerata una capsula del tempo da consegnare ai posteri o come un messaggio in bottiglia per i naufraghi.

Bau è ormai arrivato alla 14° edizione. Colpisce la crescita in atto, l’attenzione da parte del collezionismo e la sua mirata diffusione negli archivi dell’arte contemporanea nazionali e internazionali.

L’ultima scatola raccoglie n°72 multipli numerati e firmati dall’autore (ogni autore partecipante ha diritto ad un contenitore Bau) diversi dei quali sono storici perché protagonisti di movimenti artistici: Arturo Schwarz, Gillo Dorfless, Emilio Isgrò, Enrico Baj… ma racchiude anche giovani emergenti.

Il contenitore in effetti è una micro mostra, una campionatura eterogenea ed assolutamente eclettica e composita come si ritiene sia oggi la società contemporanea.

A tutt’oggi Bau ha ospitato circa mille autori internazionali delle più diverse espressività. Ha pubblicato 14 numeri, a scadenza annuale, più un numero 0 presenti nei più importanti musei e collezioni che hanno acquisito la raccolta completa di Bau come il Mart di Rovereto, il centro Luigi Pecci di Prato, il Museo del Novecento di Milano, la Biblioteca Comunale d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, la Biblioteca Nazionale Braidense mentre all’estero è presente nell’archivio della Yale University, del Paul Getty Museum, dell’Istituto d’arte di Minneapolis..

Invece, all’interno del collezionismo privato Bau è presente nella Fondazione Luigi Bonotto di Molvena Vicenza, Carlo Palli Collection di Prato, Fondazione Giobatta-Meneguzzo di Malo di Brescia, Collezione Mara Borzone di La Spezia, Collezione Guido Peruz di Milano.

Perché Bau è da considerarsi una forma d’investimento per l’arte?

Alcuni collezionisti scelgono di investire somme ingenti in un’opera già riconosciuta all’interno del sistema dell’arte, dalle gallerie alle case d’aste…Bau, invece, è un agile prodotto culturale, un prodotto che non impegna cifre importanti in quanto il suo costo,che dovrebbe aggirarsi almeno al migliaio di euro è, al momento, di qualche centinaio di euro pur offrendo opere mediamente di sessanta autori. Il sistema di produzione prevede che il capitale raccolto dalle vendite venga reinvestito l’anno successivo per il nuovo numero.

Questa scelta, per noi stessi rischiosa, risponde all’obiettivo di incentivare la nascita di un nuovo collezionismo, aperto al confronto con la pluralità dei linguaggi visivi; siamo convinti, che nel futuro, il valore del contenitore Bau sarà destinato a riparametrarsi anche in seguito alle conferme che in modo sorprendente si stanno verificando.

 

I membri cofondatori di questa originale esperienza sono Antonino Bove artista visivo che sviluppa una serrata ricerca avvalendosi delle tecnologie e dei materiali più avanzati nell’ambito dell’Arte-Scienza e Presidente dell’Associazione, Vittore Baroni tra i massimi rappresentanti della Mail-art italiana critico musicale e giornalista e dalla coppia Laura Fiaschi e Gabriele Pardi Gumdesign architetti, produttori di oggetti di arredamento d’interni, esperti di grafica d’arte e progettisti grafici del Contenitore n°8.

Per maggiori informazioni e approfondimenti sul progetto Bau si può visitare il sito www.bauprogetto.net o scrivere a: info@bauprogetto.net – sede legale Via Antonio Pucci, 109 55049 Viareggio + 39 3804795773 +39 0584944546

 

Ida Terracciano

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