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Ubs: un progetto per il futuro

Il piano per i prossimi cinque anni, cui si ispireranno Weber ed Ermotti, si articola su nove punti

Ormai sono trascorsi cinque anni da quando Ub ha deciso di ristrutturare, con tutte le conseguenze del caso. Il cammino scelto da Axel Weber e Sergio Ermotti è stato il culmine di un periodo segnato da scandali, tra cui manipolazione dei tassi, evasioni fiscali e trader infedeli.

Il duo è stato capace di correre ai ripari, con immediatezza e con il plauso di pubblico e investitori. Ceo e presidente, quindi, prevedono di restare per un altro quinquennio con lo scopo di riportare la banca alla sua massima forma. Il portale finews.ch individua nove punti cardine per il rilancio del primo gruppo bancario svizzero.

In primis, Ermotti vuole seppellire del tutto gli scandali pagando ammende varie e accordi extragiudiziali ancora aperti.

Il secondo obiettivo è raggiungere le riserve di capitale per rispondere ai requisiti di Basilea III. In ogni caso, sotto questo aspetto, la banca è in una botte di ferro ergendosi a esempio in tutta Europa.

Il private banking è un altro cruccio, così come la raccolta di denaro fresco. Ubs ha mancato i suoi obiettivi di almeno il 3% sulla crescita cinque volte negli ultimi due anni. Una delle cause risiede nei tassi negativi.

A proposito dei tassi d’interesse, Ubs è convinta che la sua banca privata gioverebbe di un rialzo dei tassi, una volta la politica monetaria della Bns tornerà ad essere meno compiacente.

Altro cruccio è l’Investment Banking. L’unità è stata trasformata, non con pochi sforzi, in un ramo consulenza. Questo settore, infatti, è stato responsabile di un impatto negativo sul bilancio nell’entità di miliardi. Tuttavia, si attendono sviluppi.

Per quanto riguarda gli stipendi, fino a qualche anno fa sembrava che la remunerazione dei top manager fosse destinata a calare, ma non è così. I salari sono tornati ai livelli pre-crisi, cosa che preoccupa gli investitori memori delle perdite del 2008. Per questo potrebbe profilarsi l’eventualità che Ermotti stesso, il banchiere più pagato d’Europa, possa rinunciare volontariamente a 1 milione di franchi sulla sua busta paga, dando un forte segnale agli investitori.

Ubs sta puntando molto sulle nuove tecnologie e non stupisce che  il passo successivo sia l’unificazione della piattaforma IT. L’istituto punta ad essere la banca del futuro anche attraverso la fintech in cui crede molto.

Gli Usa resteranno il mercato preferito per l’istituto. Nonostante i vari problemi con le autorità del Paese, risolti attraverso salate ammende, il gruppo vuole continuare con una strategia nel Paese riacquistando la fiducia delle autorità. L’Asset Management ha bisogno di un rebranding. L’unità, infatti, è troppo piccola per competere con i colossi del settore né ha un profilo ben definito A questo dovrà rimediare.

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