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Gli orologi tirano l’export

Buone le performance del commercio estero su base annua, ma deludenti dal punto di vista mensile. Settore farmaceutico sottotono, l'orologeria si riprende

Il commercio estero ha continuato la sua crescita anche a ottobre: le esportazioni e le importazioni, rettificate dei giorni lavorativi, sono aumentate rispettivamente del 5 e del 7 % in un anno, anche se è stato registrato un calo rispetto ai mesi precedenti, rispettivamente del 2% e del 2,5%. La bilancia commerciale ha segnato un’eccedenza di 2,4 miliardi di franchi.

Nel mese in rassegna le vendite verso l’estero sono state sostenute pressoché da tutti i rami, tranne quello chimico farmaceutico che ha subito una battuta d’arresto, in contrazione dell’1% su base annua. Al contrario bigiotteria e gioielleria hanno prodotto 123 milioni di franchi in più, con un rialzo del 15,4%, e anche l’orologeria appare florida, con un incremento del 9%.

A ottobre le esportazioni svizzere hanno guadagnato terreno sui principali mercati, soprattutto in America Latina, con una progressione di un quarto; seguono l’America del Nord, in aumento dell’11%, l’Asia, con il 4% e l’Europa con il 3%.

Per quanto concerne le importazioni, l’evoluzione è stata eterogenea tra i vari gruppi, compresa tra il -11% segnato dal settore orologiero e il +65% di bigiotteria e gioielleria.

Le importazioni dall’America del Nord si sono contratte del 4%, mentre quelle degli altri partner principali sono accelerate come l’Asia, del 17% e l’Europa del 4%.

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