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General Electric: a rischio più di 1200 posti di lavoro

La riorganizzazione interesserebbe anche la Germania e il Regno Unito

La General Electric (GE) sta predisponendo un taglio superiore ai 1200 posti di lavoro in Svizzera. È il giornale economico francese Les Echos a divulgare la notizia, anche se non c’è nessuna conferma da parte dell’azienda.

Avvicinato dall’Agenzia telegrafica svizzera (ats), un portavoce della multinazionale industriale statunitense non ha voluto rilasciare commenti, invitando alla prudenza sulle stime.

Stando a quanto detto dal quotidiano francese, che si attiene alle dichiarazioni fatte dal sindacato, la GE mirerebbe a depennare un totale di 4500 impiegati. La riorganizzazione interesserebbe anche altri due paesi: la Germania, che rischia un taglio tra i 1000 e i 1050 posti e il Regno Unito, dove i licenziamenti potrebbero superare i 650 posti. La Francia non sarebbe toccata, perché salvaguardata da un accordo concluso fra GE e lo Stato francese che prevede la creazione di 1000 posti netti supplementari entro la fine del 2018.

Di questi possibili congedi in Svizzera si era già discusso verso la fine di ottobre. Il gruppo editoriale Aargauer Zeitung aveva comunicato di 1300 possibili esuberi negli stabilimenti di Birr, Baden e Oberfelden, ubicati nel Canton Argovia. La notizia era stata seguita seriamente dai sindacati tanto da richiedere l’intervento del Consigliere federale Johann Schneider-Ammann.

General Electric è presente in Svizzera da 126 anni, stando al sito internet dell’impresa. Il gruppo conta attualmente 4200 dipendenti attivi in sette unità.

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