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Il porto franco di Ginevra: la Fort Knox dell’arte

È qui che viene conservato il Salvator Mundi,  la tela di Leonardo Da Vinci venduta lo scorso 16 novembre per 450 milioni di dollari a un'asta di Christie's a New York.

All’esterno appare come un anonimo fabbricato di sei piani ma all’interno è custodito un vero e proprio tesoro fatto di opere d’arte e altri oggetti preziosi; non per nulla è considerato il più segreto dei musei del mondo. È il porto franco di Ginevra, il luogo in cui sono custodite preziosissime ricchezze.

I tesori che sono nascosti al suo interno sono forse molto di più di quelli conservati nel vicino forziere dell’Ubs: oltre un milione di opere d’arte dal valore inestimabile.  Possono essere valutati miliardi di euro in dipinti, sculture, reperti archeologici. Infatti, è qui che viene conservato il Salvator Mundi,  la tela di Leonardo Da Vinci venduta lo scorso 16 novembre per 450 milioni di dollari a un’asta di Christie’s a New York.

Il gestore principale di questo mondo nascosto è il Cantone di Ginevra. In effetti, il Cantone detiene più del 85% delle azioni e – secondo il rapporto del Controllo federale delle Finanze – ha generato un profitto annuale del 115% tra il 2004 e il 2009.

L’anno scorso il suo giro di affari è stato di quasi 25 milioni di franchi, leggermente in calo rispetto al 2015.

Secondo un rapporto presentato dal Cantone di Ginevra, il porto franco fa guadagnare all’incirca 300 milioni di franchi all’anno sul territorio, visto che l’80% dei suoi clienti sono stranieri.

Tramite il bilancio dell’anno scorso, viene confermato che nei depositi situati a  La Praille il 96,4% degli spazi è occupato, percentuale che sale al 97,3% nell’hangar costruito accanto all’aeroporto.

L’indice di occupazione delle camere blindate, dove sono custoditi gli oggetti di maggiore valore, è dell’81,5%. Il 40% della superficie sarebbe utilizzato proprio per le opere d’arte.

Le cifre che si aggirano sia all’interno che all’esterno di questo magazzino sono impressionanti, anche se negli ultimi due anni tra scandali e indagini giudiziarie l’immagine del porto franco si è deteriorata.

Comunque sia le cifre del mercato mondiale fanno girare la testa. Secondo il rapporto The art market 2017, nel 2016 le vendite globali si sono attestate a 56,6 miliardi di dollari, in calo dell’11% rispetto al 2015. Ma dal 2009 il mercato è comunque cresciuto del 43,3%.

Interessante è notare che a poco più di 300 chilometri da Ginevra c’è un altro punto franco dove sostano merci esentasse. È il free port di Chiasso, a ridosso del confine italiano.

Con tutta probabilità all’interno di questi magazzini non sono stipate opere d’arte ma altri manufatti ammucchiati nei 35mila metri quadrati di cui 25mila al coperto.

Il free port di Chiasso è nato nel 1920 e nel 1961 è stato affiancato da un altro magazzino di 84mila metri quadrati a Stabio, 12 chilometri a ovest, in direzione di Varese. Da poco tempo Stabio ha perso i requisiti di punto franco doganale ed è oggi utilizzato come semplice terminale di stoccaggio di merci e prodotti.

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