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Mercato dell’arte: ecco i “top prices” del 2017

Uno degli aspetti più in vista di questo 2017 è sicuramente il fronte degli "Old Master Paintings"

Possiamo affermarlo, il 2017 è stato un anno positivo per il mercato dell’arte. Infatti in tutto il mondo si sono registrati chiari segnali di ripresa rispetto ai trend del 2016, soprattutto tenendo in considerazione la forte frenata riscontrata nella seconda metà del 2015.

Un 2017 scandito da importanti vendite aggiudicate all’asta in diversi segmenti chiave dell’Art Market. Gli interessi dei collezionisti si sono rivolti verso le opere di un certo spicco di provenienze rilevanti. Vediamo allora quali sono state le opere più costose e contese nel 2017.

Uno degli aspetti più in vista di questo 2017 è sicuramente il fronte degli “Old Master Paintings”. La pittura antica quest’ultimo anno ha segnato un ruolo importante nel mercato dell’arte con l’aggiudicazione del “the world’s most expensive painting” al “Salvator Mundi” attribuito a Leonardo da Vinci, comprato il 15 novembre per 450 milioni di dollari a New York da Christie’s. Infatti dopo il “Salvator Mundi” tra i top prices del 2017, possiamo trovare la veduta di Francesco Guardi “Il Ponte di Rialto con il Palazzo dei Carmerlenghi”, databile al 1760, acquistata lo scorso 6 luglio per 26,2 milioni di sterline da Christie’s a Londra. Il giorno prima, invece, Sotheby’s, aveva aggiudicato una delle sei migliori tele di J.M. W. Turner in mano privata per 18,5 milioni di sterline: “Ehrenbreitstein”, esposto la prima volta alla Royal Academy di Londra nel 1835, valutata in catalogo 17-25 milioni.

Per quanto riguarda l’arte impressionista, al vertice di questa classifica si posiziona la tela di Vincent Van Gogh intermediata da Christie’s il 15 novembre scorso a New York. L’opera “Laboureur dans un champ”, eseguita un anno prima di morire dal pittore, proveniente dalla collezione dei coniugi Nancy Lee Bass e Perry R. Bass, è partita da una stima a richiesta di 50 milioni ed è stata comprata per 81,3 di dollari. Pochi giorni prima la casa d’aste inglese aveva venduto a New York la tela di Fernand Leger “Contraste de formes” per 70 milioni di dollari, segnando il world record d’asta per il maestro. In terza posizione troviamo l’incantevole tela di Gustav Klimt “Bauerngarten”. L’opera appartiene alla meravigliosa creazione paesaggistica del pittore viennese realizzata tra il 1900 e il 1916, che conta in tutto una cinquantina di tele, circa 1/4 della sua intera produzione. Il giardino fiorito è salito a 47,9 milioni di sterline, rispetto alla riserva di 35 milioni.

A guidare il segmento del Dopoguerra e dell’Arte contemporanea, nel 2017 sono stati Jean-Michel Basquiat (1960-1988) e l’amico Andy Warhol (1928-1987). Una delle opere più costose di arte contemporanea mai messa all’incanto è stata la tela “Untitled” (1982) di Basquiat, un teschio acquistato nel 1984 in asta per 19mila dollari e aggiudicato all’imprenditore giapponese Yusaku Marezzava per 110,5 milioni di dollari il 18 maggio da Sotheby’s a NewYork. L’opera venne esposta alla personale di Basquiat alla Annina Nosei Gallery a New York. Prezzo di aggiudicazione importante anche per la serigrafia su tela “Sixty Last Sup-pers”(1986) di Andy Warhol, con 60 riproduzioni dell’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, di dimensioni imponenti, circa 10 metri per 3, partita da una stima a richiesta posizionata intorno ai 50 milioni di dollari e aggiudicata poco sopra con le commissioni di vendita per 60,9 milioni.

È stato un anno importante anche nel mondo del design moderno. Si devono a Diego Giacometti i migliori risultati ottenuti nel 2017 per il mondo della scultura moderna. Infatti è suo il prezzo più alto di aggiudicazione nel 2017 per un suo lavoro segnato a New York da Sotheby’s il 16 maggio: si tratta di un’importante biblioteca lignea realizzata tra il 1966 e il 1969 da Diego per l’appartamento di Marc Barbezat, posizionato sull’isolotto parigino da cui l’opera prende il nome. “La Biblithèque de l’Île de Saint-Louis” (329 x 433 x 362,7 cm) ha infranto ogni record venendo comprata da un collezionista privato per ben 6.312.000 di euro, da una valutazione di 2.000.000- 3.000.000. Nato a Borgonovo di Stampa in Svizzera nel 1902, Diego Giacometti si trasferì a Parigi al 46 di rue Hyppolite Maindron, XIV arrondissement, insieme al celebre fratello Alberto. In questo atelier, dove rimase sino alla morte, creò in bronzo un universo di arredi tra lampade, tavoli, sedie e sculture, impreziositi con forme provenienti dal mondo animale e vegetale.

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