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Ritirata l’iniziativa sul segreto bancario

Tanner, il banchiere militante dell’Unione democratica di centro (UDC) ha ritirato l’iniziativa che voleva che il segreto bancario venisse inciso nella Costituzione svizzera

È deciso, il segreto bancario non entrerà nella Costituzione federale della svizzera. Il comitato promotore dell’iniziativa popolare “Sì alla protezione della sfera privata” ha infatti ritirato la sua proposta di modifica costituzionale dopo che il Parlamento, in dicembre, aveva rinunciato a una molto discussa revisione legislativa. La partita, oggi come allora, si giocava soprattutto sulla reputazione internazionale di riservatezza per patrimoni in cerca di tranquillità alpina.

Tanner, il banchiere militante dell’Unione democratica di centro (UDC) ha ritirato l’iniziativa che voleva che il segreto bancario venisse inciso nella Costituzione svizzera. I vari Cantoni svizzeri, sempre più impensieriti per le loro finanze, erano contrari a questa nuova normativa e così anche i vari colossi bancari preoccupati dalle organizzazioni internazionali che negli ultimi anni hanno “spinto” la Confederazione verso una maggiore trasparenza.

“Dopo l’introduzione dello scambio automatico d’informazioni fiscali con l’estero, una sua applicazione anche all’interno del paese sarebbe stata un passo di troppo contro il segreto bancario. Alla luce di ciò l’iniziativa si è resa necessaria”, ha detto alla stampa il presidente del comitato d’iniziativa Gehrard Pfister.

Dunque rimarrà tutto come era prima. Le banche non potranno essere controllate dal Fisco svizzero, salvo in caso di frode fiscale. Tutti gli evasori svizzeri che internazionali ma sottoposti alla sovranità fiscale svizzera e che non si sono regolarizzati, con la voluntary disclosure elvetica (che ha portato nelle casse federali 15 miliardi di franchi), potranno dormire sonni tranquilli.

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