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Credit Suisse: a frenare le banche italiane restano gli Npl

La Bce sta guardando attentamente i piani sui “non performing loans” delle banche ed è più indulgente con quegli istituti di credito che fissano obiettivi di riduzione degli Npl ambiziosi e aggressivi.

Secondo gli analisti del Credit Suisse, le banche italiane hanno iniziato questo 2018 con il piede giusto. I temi principali che verranno dibattuti quest’anno andranno dai “Non performing loans” (Npl) alle preannunciate elezioni del 4 marzo.

Due sono i temi che sembrano essere assenti per il momento: Europa e debito pubblico, sottolineano gli analisti di Credit Suisse. Infatti, a quanto sembra, i politici del Bel paese non sembrano interessati alla discussione delle possibili soluzioni e gli impegni con l’Ue.

Tuttavia la campagna politica è appena iniziata: programmi e i dettagli delle coalizioni ancora non sono stati rivelati. “Qualunque sia il risultato elettorale, una grande coalizione, una nuova normalità in Europa, potrebbe assumere il controllo, limitando i rischi di un governo populista”, sostengono gli esperti della banca d’affari svizzera.

Per quanto concerne il sistema bancario italiano, gli analisti hanno aumentato in media il requisito di capitale Pillar 2 (P2R) di +6bps anno su anno dal 2,11% al 2,17%, mentre il requisito patrimoniale complessivo (OCR) fully loaded è stato alzato di +12 punti base dal 9,45% al 9,57%. La Bce sta guardando attentamente i piani sui “Non performing loans” delle banche ed è più indulgente con quegli istituti di credito che fissano obiettivi di riduzione degli Npl ambiziosi e aggressivi.

Il maggiore impedimento per la crescita delle banche italiane nel 2018 resta sempre la riduzione dei “fondi tossici”.

Gli analisti del Credit Suisse affermano:”L’inizio dell’anno è stato buono, con Intesa Sanpaolo  attualmente in trattative con Intrum per una potenziale cessione di 10 miliardi di euro di Npl, una mossa che potrebbe aiutare la banca a raggiungere un rapporto Npe lordo dell’11,4%, anticipando il raggiungimento dell’obiettivo 2019, e per la vendita della Capital Light Bank o parte di essa.

“Le linee guida dell’Eba e di Basilea 4 dovrebbero avere un impatto negativo a lungo termine. Il calendar provisioning (misura che si sta studiando in ambito europeo per raggiungere rapidamente livelli di copertura elevati, ndr), necessita di un’approvazione finale, ma tendiamo a credere che il rischio principale possa derivare da una potenziale azione di pulizia sullo stock di Npe imposto dalla Bce. Le banche stanno già intraprendendo azioni spontanee per accelerare questo processo. Intesa Sanpaolo  resta la nostra prima scelta tra le banche italiane, è coperta con un rating outperform e un target price a 3,2 euro in attesa della presentazione del nuovo piano industriale prevista per febbraio”, concludono gli analisti di Credit Suisse.

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