Home / Ticino Arte / ArtTactic: Christie’s, Sotheby’s e Phillips, un giro d’affari da 11,21 miliardi di dollari

ArtTactic: Christie’s, Sotheby’s e Phillips, un giro d’affari da 11,21 miliardi di dollari

Il prezzo medio di ogni opera venduta si aggira intorno alla strabiliante cifra di 110 mila dollari

Secondo il rapporto pubblicato dall’istituto di ricerca inglese ArtTactic, che ha analizzato i bilanci delle tre più famose case d’asta internazionali Christie’s, Sotheby’s e Phillips, il 2017 ha registrato una forte crescita per la fascia più alta di questo mercato di lusso.

Infatti le tre “grandi sorelle” del mercato dell’arte hanno aumentato in maniera sostanziale i loro fatturati. Prima fra tutte è la società inglese fondata da James Christie che può vantare una crescita del 34% avvantaggiata sicuramente dalla straordinaria vendita dell’oramai celeberrimo Leonardo da 450 milioni di dollari, arrivando così a fatturare 5,89 miliardi di dollari. Subito dopo troviamo l’altro gigante inglese Sotheby’s, che con una crescita del 15% chiude il 2017 con 4,96 miliardi. E per ultima troviamo Philips, che con un aumento del 28% quest’anno ha chiuso il bilancio con “soli” 624 milioni di profitti.

In totale il valore delle vendite di questi tre colossi del mercato dell’arte è stimato a 11,21 miliardi di dollari, il 25% in più rispetto al 2016.

Ma non finisce qui: si registra un aumento sul prezzo medio delle opere d’arte vendute da questi tre operatori. Infatti, possiamo notare che il numero di lotti venduti quest’anno è sceso del 9,3% (circa 10.300 lotti in meno). Nel rapporto si legge che il prezzo medio di ogni opera si aggira intorno alla strabiliante cifra di 110 mila dollari dagli 80mila scarsi del 2016.

Si può notare come ormai da anni a fare da protagonista sulla scena del mercato mondiale in termini di fatturati siano le correnti artistiche del dopoguerra e dell’arte contemporanea, che con 3,28 miliardi di dollari rappresentano quasi il 30% del totale realizzato dalle tre case d’asta.

Ma c’è anche qualche novità: si registra un aumento delle richieste riguardo l’arte impressionista e moderna, che si posiziona al secondo posto con 2,41 miliardi di dollari.

È poco più del 20% del totale, ma ben il 64,5% in più rispetto al valore del 2016 per questo segmento. Per quanto riguarda il settore dei dipinti antichi, secondo quanto riportato dallo studio, si può notare un calo del fatturato del 2,8%, naturalmente escludendo la vendita monster dell’opera “Salvador Mundi” di Leonardo Da Vinci. Anche se c’è da sottolineare che il problema di questo settore rimane la reperibilità di materiale di qualità, autentico e libero di circolare.

Altri segmenti che invece hanno dato risultati positivi sono stati l’arte asiatica (+21% fino a 1,74 miliardi, nel 2016 invece era in calo), l’arte americana (addirittura +91% fino a 141,3 milioni di dollari) e il design del XX secolo (+59,7% fino a 208 milioni di dollari.

A livello geografico, New York è il centro indiscusso del mercato dell’arte con quasi la metà delle quote (48,7%). Infatti nella Grande Mela le vendite sono aumentate del 41,7%. Segue Londra con il 24,2% del mercato e un aumento delle vendite del 21,3% fino a 2,24 miliardi di dollari, nonostante l’incertezza portata dalla Brexit. In terza posizione in quanto a quote di mercato c’è Hong Kong con il 15,6% e un aumento delle vendite del 14,3%. Ma anche a Shanghai le vendite sono aumentate, addirittura del 42%, così come a Parigi (+20,8%). In calo, invece, Dubai, dove le vendite sono diminuite del 36%, Ginevra (-17,9%) e Amsterdam (-12,5%, ricordiamo che Christie’s ha ridimensionato l’attività di questa sede). Segno meno anche per Milano, dove le vendite sono scese del 12,4%.

Potrebbe interessarti anche:

Frieze London: la novità è la carta vincente

Con 160 gallerie la Fiera d'arte contemporanea d'oltremanica vince per la freschezza del format, le cui sezioni sono state curate da nuovi esperti

Sono state 160 le gallerie protagoniste di Frieze London che per il sedicesimo anno ha …