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Arteconomy: la fusione tra arte ed economia vola a Singapore

Nella Social Hub di Mindful Wealth a Singapore si trovano alle pareti i numeri 4, 5 e 6 di Arteconomy, acquistati dalla Famiglia Frangi in occasione dell’inaugurazione del progetto artistico.

Quando arte ed economia collimano è solo allora che il ruolo dell’artista perde di significato, mentre fulcro dell’opera diventa il valore monetario della stessa. Questa è la base da cui nasce la provocazione lanciata dal movimento Arteconomy, fondato da Igor Rucci e presentato il 26 novembre 2016 alla Five Gallery di Lugano.

Questa corrente di pensiero si è concretizzata con il progetto “Continuity”, un ciclo di quadri la cui componente umana è limitata solo all’atto dell’incorniciatura. Si tratta di un insieme di opere numerate progressivamente composte da un taglio di fibra di carbonio riciclata mediante un processo industriale innovativo.  È attraverso questa trasposizione che si crea una prima interrelazione tra economia reale e arte.

Un vero e proprio schiaffo all’intero sistema che orbita intorno all’arte che ha varcato i confini della Svizzera per approdare a Singapore. Lo scorso 15 settembre, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici di Mindful Wealth, società attiva da decenni nella finanza e nella gestione patrimoniale, Niccololò Rucci ha presentato Arteconomy al pubblico asiatico alla presenza dei fondatori della società, Marco e Andrea Frangi.

L’innovazione filosofica portata da Arteconmy consiste nell’assegnazione a priori del valore di ogni singola opera. Stabilito il prezzo del primo esemplare, a 500 franchi, quello dei successivi aumenta con progressione costante di 100. Scardinando il principio economico di domanda e offerta, il rialzo dipende da quello che viene definito incremento emozionale: il delta tra il costo della prima opera e quello della seconda, e così via in una continuità infinita.

La condivisione si questa emozione è dilagante perché per ogni pezzo di Continuity acquistato, 100 franchi vanno fissi in beneficenza mentre il 10% del prezzo dell’opera, definito appropriatamente “(con)dividendo emozionale”, è ridistribuito a tutti i compratori dei numeri precedenti del ciclo Continuity. Per una questione di trasparenza, spesso nel mercato dell’arte, è consentito l’acquisto solo in progressione: il numero otto, ad esempio, non potrà essere ceduto prima del sette.

Un concetto di arte più democratico? Forse sì. Sta di fatto che l’opera che si acquista assimila valore anziché perderlo ed è proprio questo surplus che il cliente desidera comprare, ma soprattutto condividere.

Nella Mindful Wealthdi Mindful Wealth a Singapore si trovano alle pareti i numeri 4, 5 e 6 di Arteconomy, acquistati dalla Famiglia Frangi in occasione dell’inaugurazione del progetto artistico. A poco meno di un anno dal lancio del movimento, troviamo in vendita Continuity 21, alla cifra di 2’500 franchi.

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