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Banca Cler, tutti i dati del 2017 e le prospettive per il 2018

Durante quest’ultimo anno due eventi hanno influenzato l’andamento della banca: il cambio di nome con il relativo riposizionamento a maggio e il rafforzamento della cassa pensioni a settembre

Un esempio emblematico della forte espansione nelle attività core della Banca Cler è dato dall’incremento di 555,9 mio. di CHF (+3,9%) dei crediti ipotecari. Una crescita al di sopra della media del settore, con cui il nostro istituto ha ampliato ulteriormente la propria posizione sul mercato pur mantenendo invariate le severe direttive in materia di concessione dei crediti, e questo nonostante nel comparto la concorrenza sia sempre più agguerrita. In seguito al nuovo orientamento sul fronte della clientela aziendale, i crediti commerciali, come parte dei crediti nei confronti della clientela, sono scesi di 154,2 mio. di CHF. Nel complesso, i prestiti concessi dalla Banca Cler alla clientela sono aumentati, attestandosi al 31.12.2017 a 14,9 mia. di CHF.

Nel corso del 2017 la Banca Cler ha raccolto ancora una volta ingenti somme di denaro, sotto forma di depositi a vista e a termine, da PMI e clienti istituzionali. Anche la clientela privata, spinta dal basso livello dei tassi a cercare alternative che rendessero più redditizi i propri risparmi, ha dato fiducia al nostro istituto. I depositi della clientela hanno così raggiunto a fine anno un volume pari a 12,0 mia. di CHF. Per rifinanziarsi a condizioni vantaggiose, l’istituto ha scelto due strumenti: la partecipazione alle emissioni della Pfandbriefbank schweizerischer Hypothekarinstitute AG, ambito nel quale ha ampliato di 387,0 mio. di CHF le proprie consistenze nette, e il collocamento sul mercato, a novembre 2017, della prima obbligazione targata Banca Cler (+190,0 mio. di CHF) che ha ottenuto un grande successo.

Un capitale solido

La somma di bilancio della Banca Cler è aumentata di 629,3 mio. di CHF, attestandosi al 31.12.2017 a 17,5 mia. di CHF. A questo risultato ha contribuito in misura significativa l’incremento dei prestiti alla clientela. Anche la buona dotazione di capitale, e di conseguenza la capacità di rischio dell’istituto, sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente: a fine 2017 il coefficiente di capitale complessivo ammontava a un soddisfacente 16,3% (2016: 16,5%).

Nel 2017 la Banca Cler è stata in grado di rafforzare la sua principale fonte di introiti, rappresentata dalle operazioni su interessi, mettendo a segno una significativa crescita nel comparto ipotecario nonostante la pressione sui margini e il contesto di tassi negativi. Ottimizzando la propria strategia di rifinanziamento, l’istituto è riuscito a ridurre considerevolmente gli oneri per interessi, pur mantenendo invariate le condizioni offerte ai clienti sui prodotti di risparmio. In questo modo è stato possibile compensare abbondantemente il calo dei proventi da interessi e sconti e dei proventi da interessi da immobilizzazioni finanziarie; il risultato lordo da operazioni su interessi, infatti, è salito dell’1,4% a 174,2 mio. di CHF (2016: 171,8 mio. di CHF). La qualità del portafoglio crediti della banca è migliorata ulteriormente: lo scioglimento di rettifiche di valore per rischi di perdita all’interno delle operazioni su interessi, per un volume di 12,7 mio. di CHF (2016: 1,9 mio. di CHF) ha consentito di raggiungere un risultato netto da operazioni su interessi pari a 186,9 mio. di CHF (2016: 173,8 mio. di CHF).

Nel 2017 la Soluzione d’investimento, lanciata l’anno prima, è stata arricchita con una variante improntata allo sviluppo sostenibile. La possibilità di usufruire di una gestione patrimoniale professionale già a partire da una base di 10 000 CHF ha riscosso grande successo presso la clientela: a fine dicembre 2017, gli averi impegnati nella Soluzione d’investimento della Banca Cler ammontavano a quasi 400 mio. di CHF. Grazie all’incremento del patrimonio gestito e delle transazioni effettuate dalla clientela, l’istituto ha visto lievitare del 4,4% i proventi da commissioni sulle attività di negoziazione titoli e d’investimento, fino a raggiungere un totale di 46,3 mio. di CHF. Hanno fatto segnare un calo, invece, i proventi da commissioni sulle altre prestazioni di servizio, che si sono attestati a 17,7 mio. di CHF (-14,1%). La motivazione di tale risultato è da ricercarsi nei minori introiti legati alle carte, in quanto i clienti hanno beneficiato di un’offerta più conveniente nell’ambito dei pacchetti bancari. Il tutto si è tradotto in un risultato da operazioni in commissione e da prestazioni di servizio pari a 54,8 mio. di CHF (-3,5%).

«Il 2017 è stato l’anno del riposizionamento per il nostro istituto. Con la nostra campagna ‹È ora di parlare di soldi› ci siamo fatti notare in tutta la Svizzera. Abbiamo investito nelle nostre succursali e ampliato la nostra offerta digitale. Mi fa piacere constatare che il nostro impegno ha dato i primi frutti, come dimostrano l’aumento dei volumi nella Soluzione d’investimento, l’incremento dei proventi nelle operazioni su interessi e, non da ultimo, le reazioni positive dei clienti alle nostre proposte digitali.» ha commentato Sandra Lienhart

Nel 2017 i costi per il personale della banca sono lievitati a 79,5 mio. di CHF (2016: 66,7 mio. di CHF). Tale incremento è ascrivibile in massima parte a un esborso una tantum di 10,3 mio. di CHF. A settembre 2017, infatti, la Basler Kantonalbank e la Banca Cler hanno deciso di rafforzare con un’iniezione di liquidità la loro cassa pensioni congiunta.

A maggio 2017, con il cambio di nome e il riposizionamento, la Banca Cler ha lanciato una vera e propria offensiva di mercato. In tale contesto, alcune succursali sono già state completamente ristrutturate e rimodernate, ovvero quella alla Uraniastrasse a Zurigo, quella di Lugano-Cioccaro, quella di San Gallo e quella di Berna. Le sedi rinnovate sono più ariose, trasmettono un’impressione di trasparenza e rendono possibili nuove modalità di interazione tra i clienti e la banca. Il progetto è già valso all’istituto un prestigioso riconoscimento, il German Design Award. Di pari passo con questi investimenti nella propria «presenza fisica», la Banca Cler ha dato un impulso decisivo alla propria trasformazione digitale, lanciando a luglio 2017 la succursale virtuale myCler e a novembre 2017 l’app Quanto Banca Cler per la valutazione degli immobili, nonché sviluppando insieme a studenti e persone al primo impiego l’app Zak, che ridefinisce i canoni del concetto di «banca sullo smartphone». A livello contabile tutto questo si è tradotto in un incremento di 24,1 mio. di CHF degli altri costi d’esercizio, che a fine 2017 hanno raggiunto i 118,5 mio. di CHF. Coerentemente con i due pilastri su cui poggia la propria strategia, l’istituto ha investito ingenti capitali per gettare le basi della propria crescita futura e creare nuove opportunità di profitto, dando pari importanza al canale «fisico» e a quello digitale allo scopo di rispondere al meglio alle esigenze di tutte le tipologie di clienti.

La Banca Cler prevede che nel 2018 il livello dei tassi rimarrà basso, per effetto della politica degli interessi negativi che la Banca nazionale svizzera continuerà ad attuare, e che vi sarà una contrazione nel settore dell’edilizia abitativa privata e commerciale. Nonostante questo contesto difficile, l’istituto conta di mantenere stabile la situazione sul fronte dei proventi, potendo far leva sulle opportunità di profitto e di crescita che deriveranno dai prossimi investimenti in programma. Nel corso di quest’anno saranno ristrutturate le succursali di Sion, Aarau, Locarno, Lugano-Cattaneo e La Chaux-de-Fonds. Inoltre, verrà ulteriormente ampliata l’offerta digitale: con Zak – la banca sullo smartphone – nelle prossime settimane la Banca Cler tornerà a far parlare di sé in tutta la Svizzera, attraverso manifesti, spot televisivi, inserzioni pubblicitarie, banner e interventi sui social media (si veda anche il box seguente «Le prossime novità alla Banca Cler»). Nonostante gli oneri derivanti da questi investimenti, l’istituto prevede un alleggerimento sul fronte dei costi e un lieve incremento degli utili rispetto al 2017. Ritiene altresì di poter mantenere invariata la propria politica dei dividendi, orientata a uno sviluppo sostenibile nel lungo termine.

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