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SBPV: niente bonus per Tidjane Thiam

La lobby degli impiegati bancari svizzeri sta cercando di fare in modo che il CEO e i suoi luogotenenti non ottengano nessun bonus. Il consiglio da parte del gruppo di pressione è quello di investire eventuali fondi per dotare 17.000 dipendenti presenti in Svizzera degli strumenti adeguati per la digitalizzazione.

Secondo la lobby degli impiegati bancari svizzeri Schweizerischer Bankpersonalverband (SBPV), il capo del Credit Suisse, Tidjane Thiam, quest’anno non merita di portare a casa alcun bonus. Infatti, sono tre anni che il gruppo svizzero registra una perdita netta per il terzo consecutivo.

Lo scorso anno i profitti della banca con sede Zurigo sono stati spazzati via dalle modifiche alla legge fiscale negli Stati Uniti, portando a una perdita di 983 milioni di franchi svizzeri.

Già l’anno scorso la questione degli stipendi è stata una ardua questione soprattutto quando Thiam e altri alti principali e membri del consiglio di amministrazione sono stati costretti a rivedere i loro bonus a causa di una dura protesta portata aventi degli azionisti.

Anche se per quest’anno si prevede una sostanziale crescita, il gruppo di pressione SBPV, ha comunicato che Thiam ed i suoi luogotenenti non dovrebbero richiedere alcun genere di bonus.

«La SBPV si aspetta che la leadership del Credit Suisse cessi volontariamente qualsiasi compenso variabile per i vertici e i membri del consiglio di amministrazione», ha dichiarato il gruppo in una nota. Il consiglio della lobby è quello di investire gli eventuali fondi per dotare meglio i suoi 17.000 dipendenti in Svizzera per le sfide future come quella della digitalizzazione.

Ma le possibilità che il management del Credit Suisse sotto Thiam si attenga alla richiesta della lobby sono pari a zero. Infatti, quando è stato chiesto al CEO se i cattivi risultati di quest’ultimo anno dovesse Thiam ha risposto chiedendo con ironia se una firma (quella di Trump sulla legislazione fiscale che ha cancellato i profitti del Credit Suisse) dovrebbe essere più importante da superare in 12 mesi di duro lavoro fatti dalla direzione.

«Meritocrazia e prestazioni sono le parole d’ordine del top management quando si parla di personale. Ora è il momento di un cambiamento culturale verso nuovi parametri di riferimento nella compensazione variabile», ha affermato la lobby.

Thiam ha ricevuto uno stipendio di 11,9 milioni di franchi lo scorso anno prima che il top management accettasse un taglio del 40% nei loro schemi di bonus a breve e lungo termine. Per la cronaca all’interno del mondo bancario Europeo ad avere lo stipendio maggiore è Sergio Ermotti di UBS, che nel 2016 ha portato a casa 13,7 milioni di franchi.

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