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Orologeria svizzera: un 2018 che si preannuncia memorabile

Il campo delle esportazioni rappresentano circa il 90% della produzione del polo orologiero svizzero e in gennaio, guardando ai mercati principali, sono stati soprattutto Hong Kong, Cina, Giappone a consentire l'avanzata.

L’esportazione dell’orologeria svizzera è cresciuta del 12,6% rispetto al gennaio del 2017, toccando così 1,62 miliardi di franchi (1,40 miliardi di euro). Continua la crescita che consente all’industria di alta precisione elvetica di tornare al segno più per l’export nel 2017, dopo due anni di difficoltà (2015-2016).

Ci possiamo ricordare come il 2014 fu l’anno dei record per l’export dell’orologeria elvetica toccando un picco annuo di 22,3 miliardi di franchi. L’anno successivo il mercato scese a 21,5 miliardi di franchi fino ad arrivare a 19,4 miliardi di franchi nel 2016. Nel 2017 la svolta, con il ritorno alla crescita e un dato annuo pari a 19,9 miliardi di franchi. Il buon passo registrato nel primo mese del 2018 ora favorisce le previsioni di un graduale consolidamento della ripresa nella prossima fase.

Infatti, grazie all’attenuarsi del franco e ad un’economia internazionale in crescita, l’industria di orologeria più rinomata al mondo, sia in termini di fama che di fatturato, rientra come vera protagonista all’interno del mercato dell’export mondiale.

Il campo delle esportazioni rappresentano circa il 90% della produzione del polo orologiero svizzero e in gennaio, guardando ai mercati principali, sono stati soprattutto Hong Kong, Cina, Giappone a consentire l’avanzata. L’Italia, insieme ad alcuni altri mercati top, ha invece registrato una flessione.

Questo nel dettaglio l’andamento: Hong Kong +21,3%, Cina +44,3%, Usa ancora in fase di calo con un -1,9%, Regno Unito ancora una volta spinto invece dalla sterlina debole a +4,6%, Giappone in ripresa a +12,9%, Germania in calo a -4,1%, Singapore in rimbalzo a +18,8%, Emirati Arabi Uniti in leggera flessione a -0,6%, Francia ancora in ripresa a +19%, Italia in calo a -4,7% dopo il buon incremento registrato invece a dicembre (+8,8%).

Per quanto riguarda le fasce di prezzo, nel mese a crescere di più è stato l’export di orologi con prezzi compresi tra 500 e 3 mila franchi, seguito dalla fascia 200-500 franchi e da quella sopra i 3 mila franchi; in flessione invece la fascia di prezzo sotto i 200 franchi. Per quel che riguarda le aree geografiche aggregate, in gennaio l’Asia ha rappresentato per l’export il 55%, l’Europa il 29%, l’America il 13%, l’Oceania il 2%, l’Africa l’1%.

Alla Borsa di Zurigo i dati sull’export di orologi in gennaio sono stati accolti bene e i titoli dei due grandi gruppi elvetici quotati – Swatch Group e Richemont- erano questa mattina in rialzo. Le azioni Swatch Group salivano in mattinata di oltre l’1%, i titoli Richemont dello 0,8% circa.

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