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Deloitte: il report sul mercato dell’arte

Tra i risultati emersi dalla presentazione del report “Il mercato dell'arte e dei beni da collezione 2018" firmato Deloitte, l’urgenza di sviluppare servizi ad hoc per rispondere alle esigenze di una clientela in espansione.

La settimana scorsa, a Milano, nella caratteristica location della Deloitte Greenhouse, è stato presentato il report intitolato “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione 2018″ presentato dal Deloitte Italy Private leader Ernesto Lanzillo. Durante questa presentazione il global Art & Finance coordinator, Adriano Picinati e Barbara Tagliaferri, Deloitte Italy Art & Finance coordinator, hanno mostrato in anteprima i risultati di questa analisi.

Il report tenta di riassumere le principali tendenze che hanno investito il mercato dell’arte e dei beni di collezione nel 2017, esaminando con maggiore attenzione i trend che hanno caratterizzato le aste, il mercato delle pitture, il mercato delle arti minori (gioielli e orologi, antichità, arredi e design, vini e fotografia) e delle auto d’epoca.

L’evento è proseguito con un dibattito sul tema della gestione dei patrimoni artistici e fiscalità nazionale e internazionale delle opere d’arte.

Lanzillo ha evidenziato la necessità del mercato dell’arte e dei beni da collezione, di passare a strumenti più analitici, che possano aiutare a compensare l’insufficienza di standard e regolamentazioni uniformi che caratterizzano questo mercato. Infatti, l’idea per cui questo appuntamento annuale è stato creato è proprio quella di poter dare uno strumento a tutta la platea stakeholder legati al mercato dell’arte per potersi orientare attraverso i diversi dati che caratterizzano il mercato e così confluire verso una chiave di lettura che potesse essere condivisa da tutti.

L’Art & Finance coordinator Barbara Tagliaferri ha focalizzato il proprio intervento sui dati che sono emersi dall’indagine condotta in Paesi appartenenti a Europa, USA, Asia e Medio Oriente. Tramite un formulario redatto da quasi 70 private banker e 27 family officer, 155 primari operatori del mercato dell’arte, tra cui gallerie, case d’asta e art advisor, e oltre 107 importanti collezionisti, l’azienda di consulenza di fama mondiale è riuscita ad arrivare a importanti risultati come il posizionamento esclusivo del settore Art Wealth Management e il cliente ancora più al centro dell’attenzione.

Infatti, attraverso questa analisi incrociata si è giunti alla conclusione che la competizione nel settore della gestione dei patrimoni stia crescendo e si esprime attraverso una sempre maggiore offerta di servizi di gestione del patrimonio di un numero relativamente circoscritto di individui e famiglie molto abbienti che include, tra le altre voci, la gestione delle opere d’arte.

“Di qui la necessità sempre più sentita di sviluppare un approccio olistico nella gestione patrimoniale complessiva dei clienti. D’altra parte, si stima che il valore investito in arte e oggetti da collezione da parte degli UHNWI che nel 2016 ammontava a 1.600 miliardi di dollari, ammonterà a 2.700 miliardi entro il 2026. Si tratta di una cifra davvero consistente che conferma l’urgenza di sviluppare servizi ad hoc per rispondere alle esigenze di una clientela in espansione” ha commentato Barbara Tagliaferri.

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