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Arte e criptovalute, tra ispirazione e finanza

Il mondo delle nuove cybermonete sta entrando repentinamente all’interno del mercato dell’arte ma non solo come forma di pagamento.

Le criptovalute stanno facendo letteralmente impazzire, nel bene e nel male, i mercati mondiali. E mentre questi nuovi prodotti finanziari fanno scontrare le opinioni di analisti ed investitori, i diversi artisti ne trovano ispirazione per le loro creazioni.

Inoltre, molti esperti hanno trovato più di una relazione tra il mercato dell’arte e la nuova realtà delle cybervalute.

Peter Tchir, esperto di fama mondiale del mercato dell’arte, ha provocatoriamente paragonato alcuni acquisti di opere d’arte che hanno scosso il mercato mondiale, come ad esempio il “Salvator Mundi” (opera che per giunta è di origine incerta) con il famigerato Bitcoin: sostenendo che se il primo non rappresenta una possibile bolla finanziaria non vi è motivazione per ritenere il secondo tale.

In effetti, secondo alcuni analisti, potrebbe esistere una sorta di parallelismo tra l’irrazionalità e la volatilità dei prezzi del mercato dell’arte e quella del Bitcoin. Infatti, se possiamo accettare che il mercato dell’arte è ancora una terra che si basa su un’anarchia finanziaria, non c’è motivazione per cui ci dovremmo realmente preoccupare della mancanza di legiferazione insita nel mercato delle criptovalute.

È anche interessante notare il numero sempre crescente di artisti che affidano le proprie creazioni a delle gallerie che permettono pagamenti attraverso le cybermonete più “solide”. Ne è un esempio la famosa galleria d’arte Dadiani Fine Art, che ultimamente ha iniziato ad accettare Bitcoin, Litecoin e Dash.

Sembra quindi che il mercato dell’arte stia lentamente accettando l’utilizzo della criptomoneta. Tra i benefici che si possono immediatamente constatare, attraverso questo innovativo metodo di pagamento, vi è la possibilità di tracciare e verificare in qualsiasi momento i passaggi di proprietà dell’opera d’arte attraverso strumenti come gli smart contracts.

Ma forse uno degli avvenimenti più interessanti arriva dalla Distributed Gallery che dichiara di essere la prima galleria d’arte specializzata in opere ed esibizioni ispirate alla tecnologia blockchain. La galleria nel dicembre 2017 ha messo all’asta l’opera “Ready-Made Token” che consistente in un singolo gettone di Ethereum, firmato Richard Prince, poi scopertosi opera del pressoché sconosciuto Oliver Sarrouy.

Sembra quindi che queste monete virtuali stiano entrando nell’immaginario creativo degli artisti, diventando uno dei loro soggetti più interessanti per poter rappresentare un’epoca contraddistinta da costanti cambiamenti.

Alcune piattaforme dove acquistare arte ispirata al Bitcoin, possibilmente in Bitcoin, sono Crypto Art: All Things Decentral che vende tele, stampe, e gadget in Bitcoin e RedBubble sezione “Bictoin art prints”, in cui sono disponibili quasi 6.000 opere sul tema criptovaluta.

Per gli interessati, farà storia la corrente esibizione presso la Dadiani Fine Art, “Paul Wager: requiem for the emblem of power”, aperta dal 26 gennaio fino al 26 marzo, le cui opere sono, per la prima volta, disponibili in vendita solo in criptomoneta.

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