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La transumanza dei collezionisti: da Art Dubai ad ArtBasel Hong Kong

Si è appena chiusa la dodicesima edizione di Art Dubai. L’evento ha attirato un gran numero di collezionisti da tutto il mondo ma quest’aumento dell’affluenza potrebbe essere dovuto da alcune novità.

Lo scorso 24 marzo si è concluso uno degli eventi dedicati al mercato dell’arte più atteso di questo 2018. Stiamo parlando di Art Dubai, la fiera d’arte ospitata in medio oriente che oramai è giunta alla sua dodicesima edizione.

Molti esperti del settore affermano che Art Dubai abbia ancora qualche difficoltà a decollare per arrivare fra l’olimpo degli eventi artistici più importanti al mondo.

Ma gli stessi galleristi aggiungono che «come per le altre fiere non si può mai sapere fino alla fine».

Infatti, l’interesse non manca: a confermarlo è il fatto che l’affluenza, proveniente non solo dal Medio Oriente, rimane alquanto significativa.

Inoltre, la visibilità dell’edizione di quest’anno è stata incentivata da due importanti novità che hanno richiamato i grandi protagonisti del collezionismo mondiale. La prima è sicuramente l’apertura del Louvre ad Abu Dhabi.

Inaugurato a novembre del 2017, l’apertura di questo maestoso museo ha sicuramente favorito l’aumento del turismo nell’area. Infatti, si stima che i turisti attirati da questa nuova struttura siano stati quasi cinque milioni, provenienti principalmente da Cina, India e Regno Unito. Secondo alcuni esperti, inoltre, la presenza negli hotel dall’apertura del museo è quadruplicata.

L’altro avvenimento che ha causato una sostanziosa crescita delle presenze, almeno per quanto riguarda i collezionisti internazionali, è la vicinanza con la fiera l’ArtBasel di Hong Kong. L’evento, uno dei più attesi per gli esperti di tutto il mondo, è iniziato ieri e terminerà il 31 marzo. È stata proprio la vicinanza temporale e geografica di questi due fiere a portare molti appassionati a fare scalo a Dubai per poi partire direttamente ad Hong Kong, questo anche grazie ai cinque voli giornalieri programmati tra le due località.

Interessante inoltre da segnalare in questa edizione è che, oltre ai più consueti partner della fiera come gli svizzeri Julius Baer, Madinat Jumeirah e Piaget, è stata inaugurata la collaborazione nella sezione Modern con il Misk Art Institute, un’organizzazione con sede a Riyadh che possiede anche un centro di residenza per artisti ad Abha, costituita nel 2017 per incoraggiare la produzione artistica locale.

La partnership con Art Dubai è un ulteriore segnale dei rapidi cambiamenti in atto in Arabia Saudita dopo le riforme del Principe ereditario Mohammed Bin Salman (dietro all’acquisto record del “Salvator Mundi”) che concludendo anni di isolamento dovrebbe posizionare il paese in una nuova realtà e, sull’esperienza degli Emirati, ridurre la dipendenza dai proventi dalle fonti energetiche e investire nel settore cultura al quale saranno destinate risorse pari a 64 miliardi di dollari, in partnership con il settore privato, per effettuare infrastrutture culturali nel prossimo decennio.

In fiera le gallerie saudite erano tre Lakum Artspace da Riyadh nella sezione Residents, da Jeddah Hafez Gallery nella sezione Modern e Athr Gallery nel Contemporary.

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