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Uscire dal nucleare costerà 24,5 miliardi di franchi

La spesa maggiore sarà per la gestione delle scorie nucleari, ma gran parte degli oneri sarà a carico delle imprese energetiche

Uscire dal nucleare, decisa dal popolo in occasione del referendum dello scorso maggio, avrà un costo per la Svizzera pari a 24,58 miliardi di franchi. Il preventivo per lo spegnimento delle centrali è di 3,78 miliardi, ma quello che peserà di più sarà la gestione dei rifiuti radioattivi, per un totale di 20,80 miliardi. Le cifre sono state comunicate dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione, Detec.

Una prima stima, effettuata nel 2017, parlava di un totale di 23,48 miliardi: 3,73 per la dismissione delle centrali e 19,75 per le scorie. Dopo una seconda valutazione, il Detec ha rivisto la spesa in crescita di 1,10 miliardi. Ad aumentare è il contributo destinato alle centrali, al fine di effettuare uno smantellamento completo, mentre la commissione ne proponeva, inizialmente, una parziale.

La soluzione dei depositi combinati, che mira a separare i rifiuti altamente radioattivi dagli altri, non è ancora stata pienamente studiata e, per questo, la Confederazione ha previsto un eventuale aumento dei costi. Anche il prezzo totale delle indennità devolute alle regioni che accoglieranno i residui tossici nel sottostrato della terra, sarebbe incrementato.

Il finanziamento sarà assicurato da due fondi indipendenti, uno destinato allo smantellamento delle installazioni nucleari, l’altro allo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Questo tesoretto è alimentato dal contributo delle aziende, tra cui i gruppi Alpiq, BKW e Axpo, che sono obbligate ad assumersi gli oneri. Il costo fissato dalla Confederazione serve a determinare il livello di contributi annuali per il periodo 2017-2021.

Questa decisione giunge in occasione dell’ordinanza sulla revisione dei fondi di dismissione e su quelli di gestione. La procedura di consultazione dovrebbe iniziare alla fine del primo semestre di quest’anno. Il Consiglio federale dovrà approvare il testo prima di luglio 2019. Tale revisione permetterà, in caso di necessità, di adattare le base di calcolo per le contribuzioni.

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