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Qe: è l’inizio della fine

Il presidente della Bce annuncia che da gennaio terminerà il programma d'acquisto di titoli di Stato, mentre i tassi resteranno bassi almeno fino a settembre 2019

Arriva, finalmente, il tanto atteso annuncio che riguarda la fine delle iniezioni di liquidità sui mercati europei da parte dell’Eurotower. Oggi, il presidente della Bce ha confermato, dal vertice di Riga, l’intenzione di voler interrompere l’acquisto di titoli di Stato a partire da gennaio, nonostante abbia confermato che i tassi rimarranno invariati almeno fino a settembre 2019.

La fine del quantitative easing sarà graduale, per questo l’istituto d’emissione ha deciso di iniziare ad avviare il tapering già dall’ultimo trimestre dell’anno in corso. Se tutto va come deve, ovvero se i dati sull’inflazione saranno confermati a medio termine, da settembre l’acquisto di titoli scenderà a 15 miliardi per interrompersi con l’inizio del 2019.

Mario Draghi ha dichiarato che, se necessario, la Bce “è pronta a rivedere i propri strumenti di politica monetaria” per assicurare l’adeguato livello di stimolo monetario.

Per quanto riguarda la questione di un’eventuale uscita dall’euro da parte dell’Italia, il presidente ha rassicurato sull’impossibilità di una tale evenienza.

L’obiettivo dell’inflazione al 2% resta ancora lontano, per questo l’istituto spiega che per una ripresa sostenuta dell’inflazione serva ancora “un significativo stimolo monetario” , quindi un graduale smorzamento del Qe è la scelta più sensata.

Le stime di crescita per l’Eurozona sono state, tuttavia, riviste al ribasso: al 2,1% dal 2,4% per il 2018, mantenendo l’1,9% atteso per il 2019 e l’1,7% per il 2020.

 

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