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Flussi degli ETF quest’anno: le difficoltà di azioni e obbligazioni rendono il 2018 l’anno delle commodity

Nel primo semestre del 2018, i flussi degli ETP su commodity hanno registrato un’impennata, lasciando al palo i flussi degli ETP su azioni e obbligazioni.

Il ritorno della volatilità nel 2018, incoraggiato dai rischi geopolitici, ha provocato una consistente inversione del trend dei flussi degli Exchange Traded Product (ETP) nel primo semestre di quest’anno. Anche se i flussi storici non possono essere considerati precursori di trend futuri, rappresentano comunque un utile parametro di misura del sentiment degli investitori. Nel primo semestre del 2018, i flussi degli ETP su commodity hanno registrato un’impennata, lasciando al palo i flussi degli ETP su azioni e obbligazioni.

L’orientamento al rialzo delle commodity questa volta è generalizzato

Gli ETP su panieri di commodity hanno ottenuto i flussi in entrata più alti, salendo del 19% nel primo semestre del 2018. Storicamente, ingenti afflussi negli ETP sull’oro precorrono afflussi sulle commodity in senso ampio, soprattutto nei periodi d’incertezza. Quest’anno, tuttavia, abbiamo assistito a una ripresa generalizzata delle commodity nei settori di energia, metalli industriali e agricoltura. Il greggio (+12%), il grano (+24%), il cotone (+16%), il nickel (+23%) (al 6 giugno 2018) hanno contribuito agli afflussi negli ETP su panieri di commodity. L’ulteriore beneficio della diversificazione ha contribuito a convogliare l’interesse degli investitori verso una maggiore esposizione nei panieri di commodity a più lunga scadenza, mentre l’inflazione guadagna slancio. I flussi degli ETP sui metalli preziosi, dominati dagli ETP sull’oro, hanno attirato i secondi afflussi più ingenti poiché gli investitori hanno cercato rifugio in un contesto di crescenti tensioni sul fronte delle tariffe commerciali e del caos politico in Italia. Nonostante sia considerato il primo bene rifugio a cui fare ricorso in tempi incerti, l’andamento del prezzo dell’oro nel primo semestre è stato fiacco, penalizzato dal contesto di rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti. Ci aspettiamo ancora che i prezzi dell’oro oscillino entro una banda ristretta e si dimostrino volatili a causa dell’andirivieni di guerre tariffarie e della certezza di ulteriori rialzi dei tassi negli USA. Temperature eccezionalmente miti hanno contribuito ai terzi afflussi più importanti per gli ETP sull’agricoltura. Gli ETP sull’energia hanno risentito del numero maggiore di riscatti nonostante l’ottimo andamento delle commodity sull’energia. I flussi degli ETP sull’energia hanno storicamente mostrato una relazione inversa rispetto ai propri prezzi, a differenza di quanto avviene per la maggior parte delle materie prime. Quest’anno pare che quel trend si stia protraendo, poiché gli investitori sembrano meno convinti riguardo al proseguimento del rally del prezzo del petrolio.

Qualità e small cap permeano i flussi azionari

Al contrario di quanto avvenuto negli Stati Uniti, gli ETP su titoli azionari europei hanno riportato i flussi in uscita più corposi, riflesso del rallentamento dello slancio economico e dell’incertezza politica. Dopo la recente correzione dei mercati, le valorizzazioni azionarie europee a 16,3x il rapporto prezzo/utili, in concomitanza a un aumento del rendimento da dividendi, offrono un’argomentazione a favore dell’investimento più valida in confronto agli USA, con un rapporto prezzo/utili pari a 21x. In un contesto di aumento dei tassi negli Stati Uniti, ci aspettiamo che l’apprezzamento del biglietto verde e l’aumento della crescita salariale incidano negativamente sugli utili statunitensi che sembrano aver raggiunto un picco nel primo trimestre del 2018; mentre la politica monetaria accomodante, l’inflazione contenuta e l’euro debole probabilmente supporteranno la crescita di lungo periodo in Europa. I flussi in entrata sul segmento azionario globale delle small cap hanno fatto la parte del leone per ciò che concerne i flussi azionari, grazie alla sempre più intensa retorica protezionistica, poiché un’elevata percentuale della loro attività è generata internamente; mentre gli ETP sulla tecnologia hanno trainato gli afflussi maggiori in rialzo del 19% nei settori azionari. Non ha sorpreso che il momentum, inteso come fattore dello stile d’investimento, abbia continuato a sovraperformare nel primo semestre del 2018 poiché ha un’elevata allocazione sui titoli della tecnologia. Tuttavia, vale la pena notare che lo stile d’investimento improntato sulla qualità ha accumulato afflussi consistenti per tutto il primo semestre di quest’anno, in confronto agli ETF basati sul momentum che hanno risentito di forti flussi in uscita a marzo e aprile.

La rotazione nel segmento obbligazionario favorisce la parte corta della curva

I flussi degli ETP obbligazionari nel primo semestre del 2018 sono rimasti indietro rispetto ad azioni e commodity. Nell’ambito degli ETP obbligazionari abbiamo assistito a una profonda rotazione, dai titoli corporate verso i Treasury. Gli investitori si sono rivolti in massa agli ETP sul debito dei mercati emergenti poiché i fondamentali degli emergenti restano forti. Dall’agosto del 2017, gli ETP ad alto rendimento hanno assistito a cinque mesi consecutivi di flussi in uscita, al posto degli ETP investment grade; tuttavia, da allora, i flussi in entrata si sono stabilizzati. Il contesto di rialzo dei tassi ha comportato un maggiore interesse sulla parte corta della curva a discapito della parte lunga.

A cura di Aneeka Gupta, Associate Director of Research di WisdomTree

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