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Europa meno attraente per gli investitori cinesi

Secondo EY, nel giro di un anno l'interesse dei cinesi verso società del Vecchio continente si è dimezzato con un calo delle transazion idel 12%

Gli investitori cinesi si sono mostrati meno attivi nelle acquisizioni in Europa. Secondo uno studio svolto da EY, Germania e Regno Unito restano le principali destinazioni su cui puntare capitali, mentre la Svizzera è terza.

In circa un anno, però, le brame cinesi verso il Vecchio continente si sono più che dimezzate a 14,9 miliardi di dollari nel primo semestre, mentre il numero di transazioni è calato del 12% a 111 operazioni di acquisto.

Nemmeno Germania e Gran Bretagna sono state risparmiate da questa tendenza al ribasso tanto che, da gennaio a giugno, il numero di transazioni in questi due paesi è calato da 26 a 22 acquisizioni.

Quanto alla Confederazione si può osservare una certa stabilità, contando sette acquisizioni o partecipazioni di capitale con Bally International, Mercuria Energy Group, Swiss Education Group, Lista Holding, Takeda Chromo, Granite Capital e M.A. Med Alliance.

“I venti contrari sono diventati sempre più forti, soprattutto a causa dei timori politici sulla vendita di know how a investitori esteri”, ha indicato Yi Sun, esperto di Ernst & Young. Inoltre, in alcuni casi, gli investitori di altri Paesi hanno anticipato quelli cinesi.

Senza contare, poi, che i finanziatori del Dragone hanno cambiato centro d’interesse. Mentre le acquisizioni nell’industria tradizionale sono diventate meno importanti, l’interesse per quelle attive nell’infrastruttura, nell’energia, nelle alte tecnologie e nel pharma è aumentato. Regolamentazioni più severe, inoltre, disincentivano i cinesi ad avventurarsi nell’acquisizione di società estere.

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