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Facebook se la passa male

Wall Street reagisce male alla presentazione dei risultati del social il cui titolo crolla del 20% bruciando 120 miliardi di capitalizzazione

Il tonfo del 20% a Wall Street ha lasciato sulla pelle di Facebook un livido da 120 miliardi di euro all’indomani della presentazione del bilancio su cui hanno pesato, inevitabilmente, gli scandali sulla fuga di dati personali, tra cui Cambridge Analytica e l’interferenza dei russi sulla campagna elettorale americana,

Eppure a deludere non sono gli utili, ma l’outlook su un futuro troppo incerto i ricavi sono ancora completamente dipendenti dagli introiti della pubblicità. Per non parlare della concorrenza con altri social network che, al contrario di quello inventato da Zuckerberg, sanno conquistare il pubblico giovane.

Secondo gli esperti, insomma, il modello di business del colosso farebbe acqua e la crescita di utenti sarebbe ormai stantia, così come quella degli utili la cui media quotidiana è ferma sui mercati chiave. Globalmente Fb ha riportato utenti attivi medi quotidiani pari a 1,47 miliardi contro 1,49 inizialmente stimati e 2,23 miliardi di utenti attivi mensili medi a confronto con i 2,25 miliardi di aspettative.

A mettersi di traverso sulla strada del social sono, poi, le nuove regole sulla protezione dei dati personali GDPR che hanno fatto alzare i costi dell’azienda per aumentare le misure di sicurezza. Per non parlare delle spese legali che il gruppo ha dovuto affrontare per Cambridge Analytica.

Se poi giganti bancari come Nomura, Ubs e Raymond James iniziano a storcere il naso e a declassare la loro raccomandazione ecco che le nuvole all’orizzonte, per Facebook, si davvero fanno nere.

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