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I farmaci arrestano il commercio estero

A luglio importazioni ed esportazioni hanno subito un calo a causa della battuta d'arresto del settore pharma

Per il commercio estero, luglio è stato un mese di forte rallentamento. In termini destagionalizzati, esportazioni e importazioni sono calate rispettivamente del 3,0 e del 2,8 %. Lo sviluppo negativo del settore chimico-farmaceutico ha gravato sui risultati complessivi di ambedue le direzioni di traffico. La bilancia commerciale ha chiuso con un surplus di 1,2 miliardi di franchi.

Per quanto riguarda le esportazioni, tutti i settori, tranne quello tessile abbigliamento e scarpe e strumenti di precisione, hanno subito una battuta d’arresto. Il ribasso globale di 558 milioni è stato causato proprio dal settore faro, quello chimico farmaceutico, in contrazione del 4,2% ovvero di 375 milioni. L’orologeria, altro ramo chiave, ha subito una flessione del 4,4%, mentre le macchine elettroniche e la bigiotteria rispettivamente del 2,8% e del 10,4%.

Il calo delle vendite è avvenuto solo in Europa, in ripiego del 9,2%; al contrario le cifre d’affari con l’Asia sono aumentate del 7,2% e in America del Nord dello 0,7%.

Le importazioni, dal canto loro, hanno subito una contrazione di 494 milioni di franchi, sempre per effetto del mal andamento del ramo pharma, in calo dell’11,6%. L’acquisto di veicoli, invece, è lievitato del 31% e quello delle macchine e prodotti elettronici del 29%.

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