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Art Basel Cities: il nuovo progetto esordisce a Buenos Aires

La mostra, dal titolo “Hopscotch”, è curata da Cecilia Alemani. Il format potrà essere esportato ad altre città

Quello che sta accadendo a Buenos Aires, nel corso di questo weekend, è un esperimento che potrebbe cambiare le sorti della città, quantomeno a livello artistico. La grande macchina di Art Basel ha investito in un progetto che coinvolge a 360 gradi la capitale argentina.

Si chiama Art Basel Cities ed è un format che, se avrà successo, in futuro potrà essere esportato e replicato anche ad altre città. Il progetto d’inaugurazione, dal titolo “Hopscotch”, è stato ideato da Cecilia Alemani.

Questa iniziativa, partorita dalla mente di Patrik Foret, business initiatives director di Art Basel, ha come scopo quello di esaltare le opere della città protagonista. Non si tratta, infatti, di mettere in piedi una fiera come Art Basel, bensì di valorizzare tutto ciò che ne gravita attorno: musei, collezioni private, opere d’arte pubbliche. La città è la committente, Art Basel ci mette il marchio.

Quello che accadrà questo fine settimana a Buonos Aires è la scoperta di un itinerario per le vie della capitale supportate da talk a tema.

“Hopscotch”, curata da Alemani, richiama il romanzo di Julio Cortazar e con esso la sua struttura ovvero una leggibilità senza fil rouge: la mostra non è di tipo museale ma aperta da ogni punto di vista.

Gli artisti sono diciotto: Eduardo Basualdo, Pia Camil, Maurizio Cattelan, Gabriel Chaile, Alex Da Corte, Santiago de Paoli, Narcisa Hirsch, David Horvitz, Leandro Katz, Barbara Kruger, Luciana Lamothe, Ad Minoliti, Eduardo Navarro, Alexandra Pirici, Mika Rottenberg, Mariela Scafati, Vivian Suter e Stan VanDerBeek.

Il percorso avrà il suo baricentro lungo il fiume, il Rio de la Plata, sfruttando le tre aree che si specchiano su di esso: Puerto Madero, La Boca e Palermo-Recoleta. Il percorso sfrutta gli spazi pubblici aperti, le piazze e piccoli musei, magari poco conosciuti.

La riuscita della kermesse è presto fatta: il contatto degli artisti con galleristi di fama internazionale e i riflettori su di essi è già un primo trofeo, oltre ad apportare un nuvoo tipo di turismo settoriale alla capitale.

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