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Petrolio di nuovo a 80 dollari al barile

Le sanzioni all'Iran, le forniture non sufficienti da parte degli altri paesi estrattori e l'uragano Florance minacciano un ulteriore aumento del prezzo del greggio

L’oro nero torna ai massimi sfondando gli 80 dollari al barile. È già la seconda volta che, quest’anno, il petrolio raggiunge tali livelli dopato dalle sanzioni americane contro l’Iran e, proprio in questi giorni, dalla minaccia dell’uragano Florence che dovrebbe avventarsi sugli Stati Uniti proprio nelle zone di estrazione collocate a sud est del Paese.

Dal canto suo il brent, invece, supera i 71 dollari. Secondo l’analisi di HSBC, c’è il serio rischio che il barile possa arrivare a cento dollari. Se già adesso c’è bisogno di molta più offerta da parte dei Paesi dell’Opec, figuriamoci se dovessero verificarsi interruzioni delle forniture.

Le scorte americane sono calate oltre le previsioni e Theran sta vivendo un calo delle esportazioni da brivido proprio a causa dell’applicazione delle sanzioni che stanno provocando la cancellazione di tutti gli ordini d’acquisto.

Russia, Arabia Saudita e Stati Uniti non riuscono, invece, a stare dietro alle forniture che avevano promesso inizialmente, mentre l’Opec sta cercando di limitare i tagli produttivi, senza grandi risultati.

 

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