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Frieze London: la novità è la carta vincente

Con 160 gallerie la Fiera d'arte contemporanea d'oltremanica vince per la freschezza del format, le cui sezioni sono state curate da nuovi esperti

Sono state 160 le gallerie protagoniste di Frieze London che per il sedicesimo anno ha vivacizzato il Regent’s Park la prima settimana di ottobre, in una sfilata di artisti, collezionisti, esperti, amanti, acquirenti e curiosi.

Main Section, Live e Focus sono i tre pilastri su cui si sostiene l’intera fiera, cui quest’anno si è aggiunto anche Social Work sezione tutta dedicata alle donne artiste che, negli anni Ottanta, hanno osato sfidare un mercato totalmente maschile. Si tratta di una sorta di “sequel” di Sex Works, inaugurato l’anno scorso, dedicato sempre alle artiste che, tra gli anni Sessanta e Settanta, sono state censurate per la loro opera considerata troppo audace.

Il successo dell’edizione si deve anche alle novità, tra cui quella del team della curatela: Diana Campbell Betancourt per Live;  Matthew McLean e Lydia Yee per Talks  e Andrew Bonacina e Laura McLean-Ferris per Focus,  la sezione dedicata agli emergenti.

Anche se Focus ha contato ben 33 gallerie quest’anno, a fare la parte del Leone è sicuramente stata la Main Section che annoverava le gallerie internazionali più patinate-

Come esprime Victoria Siddall, direttrice di Frieze Fairs “La fiera continua ad essere una destinazione chiave per le istituzioni e le nostre collaborazioni con la Tate e la Contemporary Art Society consentono l’ingresso di opere degli artisti più illuminati di oggi nelle collezioni pubbliche nazionali”.

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