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Il Giappone ottiene 400 mila dati bancari

Le autorità fiscali nipponiche avviano una task force contro gli evasori fiscali

L’Agenzia nazionale delle tasse giapponese ha raccolto circa 400’000 dati relativi a correntisti giapponesi con conti presso banche offshore sparsi per 50 paesi con lo scopo di contrastare l’evasione fiscale. Solo 9’000 cittadini, infatti, avrebbero dichiarato di avere conti all’estero nel 2016.

Il fisco comparerà le due ondate d’informazioni per scovare gli asset nascosti. Il Giappone, infatti, esige che vengano dichiarati tutti gli averi detenuti all’estero al di sopra dei 446’000 dollari americani. Tokyo è riuscita ad ottenere le informazioni fiscali partecipando a un evento annuale di scambio organizzato proprio per contrastare il fenomeno dell’evasione.

Negli ultimi anni il Giappone ha avviato una campagna di controllo fiscale nei confronti dei wealthy individuals, i super ricchi. Tasse supplementari, per un totale di 4,1 miliardi di yen sono state appicate a seguito di un processo che ha utilizzato dati relativi a 478 casi di guadagni non dichiarati all’estero e altri misfatti avvenuti nell’anno fiscale chiusosi a giugno 2017.

 

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