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Ubs stupisce

Utili sopra le attese, in rialzo del 32%. Deludenti, però,le performance della divisione gestione patrimoniale globale a causa de i timori degli investitori sulla congiuntura

L’utile netto che Ubs ha realizzato nell’ultimo trimestre è stato di 1,25 miliardi di franchi, in rialzo del 32% rispetto ai 946 milioni totalizzati l’anno scorso nello stesso periodo.

Le cifre pubblicate oggi dal gruppo di Zurigo sorpassano le attese degli analisti: “I risultati mostrano ancora una volta i vantaggi derivanti dalla nostra diversificazione grazie alla nostra strategia mirata in ciascuna divisione” ha dichiarato Sergio Ermotti citato nel comunicato.

L’utile di gestione è stato pari a 7,8 miliardi, in rialzo dell’1,9%, mentre le spese sono calate del 5,3% a 5,51 miliardi. Il rapporto costi/ricavi è stato migliorato di sei punti percentuali, mezzo punto negli ultimi tre mesi, al 77%.

L’utile ante imposte si è attestato a 1,67 miliardi, in ascesa del 36,6%. Stando alla nota divulgata dalla banca tutte le unità avrebbero contribuito ai risultati.

Per Ubs la priorità strategica è la nuova unità di gestione patrimoniale globale (GMW) la quale ha visto il suo utile ante imposte crescere solo del 3,3%, ben al di sotto delle attese. Le tensioni politiche mondiali, il protezionismo e le dispute commerciali hanno influito negativamente sulla fiducia e il morale degli investitori, cosa che ha colpito le performance della divisione. Secondo l’istituto, questa tendenza negativa dovrebbe protrarsi anche nel quarto trimestre.  Le entrate di denaro fresco sono state pari a 13,5 miliardi, mentre la massa i gestione del gruppo è leggermente aumentata dello 0,8% a 3’267 miliardi.

Dal canto suo, la banca d’affari di Ubs ha realizzato performance strabilianti nel terzo trimestre, con risultati ante imposte in aumento di oltre la metà e superando le previsioni più ottimistiche. A fine settembre il gruppo segnava un coefficiente di fondi propri al 13,5%.

Il primo gruppo bancario svizzero ha confermato i suoi obiettivi: un rapporto costi/ricavi inferiore al 75%, un rendimento del 15% per i fondi propri tangibili, un coefficiente di fondi propri superiore al 13% e un indice di leva finanziaria al 3,7%.

Il passaggio al dollaro come divisa contabile avverrà nel quarto trimestre e, secondo la banca, non dovrebbe esserci grande impatto sui risultati.

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