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Art Basel Miami Beach: vince la black art

Nulla di stupefacente nella diciassettesima edizione della fiera svizzera trasposta in Florida se non i numeri della black art

È ormai la diciassettesima volta che ArtBasel anima gli inverni di Miami ed ormai la fiera è divenuta tradizione nel periodo che precede le festività del Natale. E, come tutte le consuetudini, a lungo andare stupire diventa sempre più difficile. Se non si può dire che l’edizione di quest’anno sia stata deludente, quel che è certo è che si è limitata a cavalcare l’onda degli anni precedenti senza regalare exploit né a livello emotivo, né di cifre.

Le gallerie presenti erano 268, in linea con l’anno scorso nonostante con il rinnovo del  Convention Center l’area espositiva fosse più grande. Ad accogliere i visitatori all’ingresso  è stata la newyorkese Helly Nahmad con un “Untitled” del 1955 di Mark Rothtko elevato su un supporto a mo’ d’altare, quasi fosse una pala tributo a una qualche divinità dell’arte.

Dalla Central Plaza, il punto nevralgico del Convention Center, si diramavano tutti gli altri espositori che si inoltrana nelle varie sezioni, tra cui Nova, Positions e Survey più accessibili a livello di prezzo.

Ciò che ha colpito in questa diciassettesima edizione è l’arte black in cui i pittori figurativi, principalmente afro-americani, hanno venduto praticamente tutta la loro produzione con pezzi il cui valore oscillava dai 20 a 65 mila dollari.

Di certo a spogliare un po’ Miami della sua internazionalità e della sua prerogativa multietnica sono stati alcuni fattori che stanno influendo negativamente sull’economia globale, oltre che sull’arte. I dazi imposti da Trump alla Cina e il suo atteggiamento protezionistico, la crisi viva in alcuni Paesi dell’America Latina, nonché la Brexit hanno portato diverse realtà di questo settore a voler snobbare Art Basel Miami Beach quest’anno.

Così, per dare un tocco di novità, il marchio di Art Basel ha deciso di allungare una mano alle gallerie più piccole e sconosciute proponendo uno sconto dell’8% nella prossima edizione di giugno 2019 a Baseilea, mentre i grandi nomi compenseranno pagando un sovrapprezzo del 9%. La formula funzionerà?

 

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