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Efg International: mai smettere di espandersi

Il Ceo Giorgio Pradelli racconta all'AWP le difficoltà dell'acquisizione di Bsi: l'ex sede di Lugano la più grande del gruppo

L’obiettivo di Efg International per l’anno prossimo è quello di crescere. Come? Attraverso nuove acquisizioni. Giorgio Pradelli, Ceo del gruppo, ha rivelato all’Awp alcuni dettagli strategici della banca confessando anche che, nonostante tutte le difficoltà legate allo scandalo di riciclaggio, l’acquisizione di Bsi non è stata poi così sbagliata.

Certo, il rilevamento della Banca della Svizzera italiana ha comportato una serie di costi supplementari, ma l’espansione è l’unico modo, a detta di Prandelli, di ammortizzare l’aumento delle spese del settore bancario.

La fusione tra le due banche è stato, dice il Ceo, “un progetto molto ambizioso” perché si è trattato di unire due istituti praticamente delle stesse dimensioni tanto che la sede dell’ex Bsi di Lugano è la più grande del gruppo.

La revoca della licenza bancaria di Bsi da parte della Finma per la vicenda del fondo malese 1MDB ha complicato il processo d’integrazione.  Ora, trascorsi alcuni anni e tagliato gran parte del personale, Efg deve affrontare la volatilità dei mercati e l’avversione al rischio da parte di clienti ed investitori, cosa che si fa sentire su ricavi. Per salvarsi, sostiene Pradelli, è necessario non fermarsi e svilupparsi su nuovi fronti anche attraverso acquisizioni.

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