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Raiffeisen: un anno da dimenticare

A seguito dello scandalo Vincenz, l'utile è crollato del 41% e il risultato operativo del 36%. Bene le attività con la clientela

Il gruppo Raiffeisen ha vissuto un 2018 molto turbolento a causa degli scandali che vedono protagonista l’ex Ceo Pierin Vincenz imputato per alcune malversazioni. Di conseguenza l’utile dell’istituto ha subito un crollo del 41% a 540 milioni.

Tuttavia, il terzo gruppo bancario svizzero evidenzia che, nonostante il calo dei benefici, ha segnato una performance solida nelle attività con la clientela a nel ramo depositi e prestiti.

L’utile di gestione è sceso del 7% a 3,1 miliardi di franchi, mentre i costi sono scesi dello 0,8% a circa 2 miliardi. Il risultato operativo ha subito una flessione del 36,9% a 699,1 milioni. Le spese eccezionali, pari a 270 milioni, cui si devono aggiungere altri 120 milioni messi da parte per rinforzare le riserve di rischio, hanno pesato notevolmente sui conti del gruppo.

Le attività con la clientela sono andate bene: i prestiti, di cui la maggior parte ipoteche, sono lievitati del 4% a 187,7 miliardi.

Analogamente agli altri istituti di credito, le turbolenze sui mercati finanziari verificatesi a fine anno hanno peggiorato gli averi in gestione che si sono ridotti del 6,5% a 196,1 miliardi.

Raiffeisen si attende che nel 2019 sarà un anno di transizione, ma non si sbilancia a fornire cifre e stime.

 

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