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Zona euro fulcro dell’export svizzero

La Svizzera concentra le sue esportazioni su cinque mercati maturi:  Germania, USA, Francia, Canada e Giappone

Mercati maturi quali Europa, USA o Giappone sono fondamentali per l’industria svizzera delle esportazioni. Un nuovo studio di Switzerland Global Enterprise (S-GE) e Credit Suisse, basato sull’analisi dei cinque principali mercati,  Germania, USA, Francia, Canada e Giappone, mostra che gli Stati industriali altamente sviluppati costituiscono il motore del commercio estero svizzero

Anche se gran parte del fabbisogno primario di beni e servizi nei mercati maturi è già coperto, in questi Paesi gli esportatori svizzeri si posizionano in nicchie redditizie. Per quanto concerne le esportazioni, la Svizzera guadagna circa tre franchi su quattro nei mercati maturi. Tali mercati rappresentano, altresì, il motore principale della crescita del commercio estero: dalla crisi economica mondiale del 2009, infatti, due terzi della crescita delle esportazioni sono da ricondurre ai mercati maturi.

Il partner commerciale di gran lunga più importante della Svizzera è la zona euro. Le esportazioni in questi Paesi costituiscono quasi la metà del volume del commercio estero. Questo aspetto è ancora più interessante perché la zona euro, anche dopo la crisi economica mondiale, era ancora ai minimi storici. “La vicinanza culturale e geografica nonché l’accesso privilegiato al mercato rendono allettanti le esportazioni nei Paesi europei. Essi costituiscono buoni mercati di accesso anche per chi inizia ad esportare”, commenta Daniel Küng, CEO di Switzerland Global Enterprise. Al secondo posto, in base al volume delle esportazioni, si posizionano gli USA con il 16%. Giappone e Canada assorbono invece rispettivamente il 3,3% e l’1,6% delle esportazioni totali.

L’export nei mercati maturi è comunque anche collegato a sfide che, a causa della vicinanza culturale, sono spesso sottovalutate dagli esportatori. Essi sono chiamati a rispettare regolamenti locali, adattare i modelli commerciali al Paese target ed essere in grado di convincere mediante un’eccellente forza innovativa al fine di affermarsi contro la forte concorrenza. A ciò si aggiungono numerose barriere commerciali nonché insicurezze politiche quali la Brexit o il futuro ancora incerto delle relazioni tra la Svizzera e l’UE. “Esportare nei mercati maturi non è una passeggiata, anche se spesso ciò consente di costituire una base commerciale per accedere anche a mercati emergenti con elevati tassi di crescita”, afferma Daniel Küng.

Gli esportatori svizzeri dovrebbero poter contare, anche nei prossimi anni, su una crescita persistente nei mercati maturi – in particolare in Germania. Esiste comunque un grande potenziale di crescita in altri Paesi, come ad esempio il Canada: sebbene, attualmente, non svolga ancora un ruolo fondamentale nella statistica, il trend di crescita continua e il Paese nordamericano dovrebbe acquisire maggior importanza per l’industria svizzera delle esportazioni. Soltanto negli ultimi 20 anni le esportazioni di merci in Canada sono aumentate mediamente del 7,5% all’anno.

L’elevato grado di benessere nei mercati maturi fa inoltre sì che la domanda di beni svizzeri di lusso rimanga elevata, sostenendo, tra l’altro, le esportazioni dell’industria orologiera. Oltre a ciò, lo sviluppo demografico in Giappone apre nuove opportunità di business per l’industria chimico-farmaceutica.

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