Una figurina di Mickey Mantle del 1952 è stata venduta per 12,6 milioni di dollari da Heritage Auctions nell’agosto 2022: è la carta sportiva più costosa mai battuta all’asta, e non è un caso isolato. Attorno a cimeli, carte e memorabilia si è formato un mercato che attira sempre più appassionati e investitori.
Le possibilità di ingresso sono molte: si va dalle carte collezionabili e dalle figurine fino alle maglie autografate e ai trofei, con soglie di prezzo e livelli di rischio molto diversi tra loro.
Carte, maglie, cimeli: dove si nasconde il valore
Il valore di questo settore si concentra in poche categorie ben definite.
Carte collezionabili e figurine
Le carte sportive sono tra le opzioni più ricercate. Negli ultimi anni il valore delle carte “premium” o “hobby” — le rookie card (la prima figurina ufficiale di un atleta al debutto nella massima categoria), le carte autografate o numerate — è cresciuto in misura notevole. La già citata Mickey Mantle del 1952, in grado SGC 9.5, resta il riferimento assoluto con i suoi 12,6 milioni di dollari. Anche in Italia il collezionismo di carte e figurine è in crescita, sostenuto da eventi dedicati come il CollectIT Card Show, primo Card Show italiano tenutosi nel maggio 2025, che raccoglie appassionati e investitori.
Cimeli: maglie autografate, trofei e altro
I trofei restano i cimeli di maggior valore, ma sono difficilmente accessibili a chi si affaccia ora a questo mondo. Il vero mercato è quello delle maglie: soprattutto quelle indossate in partita o autografate da giocatori celebri rappresentano il segmento di più alto valore. Le più accessibili sono le maglie “preparate” (destinate ai giocatori ma non indossate), che in Italia si aggirano intorno ai 200 euro, mentre quelle realmente usate in gara possono superare le migliaia di euro a seconda del campione e dell’incontro. Rientrano nel segmento anche scarpe autografate e accessori impiegati dagli atleti.
Altri oggetti da collezione
Album completi di figurine d’epoca, come quelli dedicati a Maradona, Maldini o Baggio, possono valere migliaia di euro. Molti collezionisti si concentrano su set mai completati o su figurine rare, un’alternativa di nicchia ma redditizia.
Calcio in Italia, hockey e Formula 1 in Svizzera
Il pubblico di riferimento è in larga parte svizzero e italiano, e non è detto che gli stessi cimeli abbiano lo stesso valore nei due Paesi. In Italia il collezionismo sportivo ha una lunga tradizione legata soprattutto al calcio: album Panini, maglie e carte collezionabili sono molto ricercati, e gli eventi dedicati aumentano per rispondere alla domanda crescente. In Svizzera il mercato è meno legato al calcio e più diversificato, e comprende hockey su ghiaccio e sport invernali, molto popolari nel Paese. Anche le carte legate alla Formula 1 hanno un forte seguito, favorite dalla vicinanza geografica con eventi come il Gran Premio di Monza.
Sul piano normativo entrambi i Paesi offrono mercati regolamentati per la compravendita di cimeli sportivi, ma con differenze fiscali. In Italia le cessioni possono generare materia imponibile quando configurano un’attività commerciale abituale; in Svizzera le plusvalenze su beni mobili del patrimonio privato non sono di regola soggette a imposta sul reddito, un trattamento che rende la piazza elvetica più attraente per i collezionisti privati.
Come iniziare a costo zero
Il canale più economico resta spesso la famiglia: molte collezioni nascono da album e figurine conservati in casa da chi giocava da bambino, e ripartire da un fondo già esistente abbatte del tutto la spesa iniziale.
Un’altra possibilità è sfruttare i bonus senza deposito offerti dai siti di scommesse sportive. Questi bonus permettono di puntare su eventi sportivi senza impiegare denaro proprio, con la possibilità di vincere premi in denaro; vanno però letti i termini e le condizioni, che di norma prevedono requisiti minimi di puntata.
Una terza via a costo zero è la partecipazione a eventi di scambio, fiere o concorsi organizzati da aziende come Topps e Panini o da società sportive locali, che distribuiscono oggetti promozionali o carte in tiratura limitata. Se ben conservati, questi articoli possono aumentare di valore nel tempo.
Proprio la conservazione fa spesso la differenza tra un pezzo da pochi euro e uno da mille: una rookie card perde gran parte del suo valore se l’angolo è piegato o la superficie graffiata, e sul mercato delle carte la valutazione in grado (dalle scale SGC o PSA) pesa quanto il nome dell’atleta. È il dettaglio meno appariscente del settore, e quello che separa il collezionista dall’investitore.

