Tre società farmaceutiche e alimentari pesano da sole più di ogni altra cosa sull’indice SMI, il principale barometro della borsa svizzera. Nestlé, Roche e Novartis dominano lo Swiss Market Index a tal punto che, nel 2017, la borsa dovette introdurre un tetto per impedire che un solo titolo travolgesse la misura dell’intero mercato. È il tratto che rende l’indice SMI diverso da quasi ogni altro grande indice europeo: la sua concentrazione.
Come leggere i mercati azionari svizzeri partendo dall’indice
Chi guarda ai mercati azionari svizzeri per la prima volta deve partire da qui. Capire lo SMI significa capire quali aziende lo compongono, quali settori lo trainano e perché la sua struttura racconta l’economia elvetica meglio di molte statistiche. Fra tutti i mercati azionari europei, quello elvetico si distingue proprio perché il suo indice guida ruota attorno a un pugno di nomi.
Che cos’è lo SMI e come è costruito
Lo Swiss Market Index raccoglie i venti titoli più grandi e più scambiati quotati alla SIX Swiss Exchange, la borsa svizzera. Il numero è fisso dal 2007: fino ad allora l’indice comprendeva un numero variabile di titoli, tra i diciotto e i ventinove, prima di stabilizzarsi ai venti attuali. Insieme, queste società rappresentano circa il 75% della capitalizzazione di mercato liberamente negoziabile delle azioni svizzere: un indice ristretto nel numero, ma che copre la parte del leone del valore.
La selezione dei componenti segue due criteri: la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante, cioè il valore delle azioni effettivamente disponibili sul mercato, e il volume degli scambi. La composizione viene rivista una volta l’anno, in settembre. Un dettaglio tecnico spesso trascurato: lo SMI è un indice di prezzo, che non tiene conto dei dividendi distribuiti; per misurare il rendimento totale, dividendi inclusi, si usa una versione separata dell’indice.
Il tetto del 18% e il perché di quella regola
Nel 2017 la borsa svizzera introdusse una regola destinata a correggere un problema strutturale: i tre titoli maggiori valevano insieme oltre il 60% dell’indice, tanto che un indice così sbilanciato finiva per rappresentare quasi solo tre aziende invece del mercato intero. La soluzione fu un tetto: il peso di nessun singolo componente può superare il 18%, con aggiustamenti periodici che riportano sotto la soglia chi la sfonda. Questa correzione ha reso lo SMI conforme alle regole europee sui fondi d’investimento con cui i risparmiatori accedono all’indice, permettendogli di essere usato come indice di riferimento anche nell’Unione europea.
I settori che pesano di più
La composizione dello SMI è il ritratto di un’economia molto specializzata. Tre comparti ne definiscono il carattere.
- Le scienze della vita. Roche e Novartis, due colossi farmaceutici con sede a Basilea, sono tra i titoli di maggior peso dell’indice. La farmaceutica è il settore che più identifica la borsa svizzera agli occhi degli investitori internazionali.
- L’alimentare. Nestlé, con sede a Vevey, è il gigante del settore dei beni di consumo e uno dei titoli storicamente più pesanti dell’indice.
- La finanza e i beni di lusso. Le grandi banche e assicurazioni, insieme a un gruppo del lusso come Richemont, completano il nucleo dell’indice e ne diversificano in parte la composizione.
Questa struttura ha una conseguenza pratica per chi investe. Un indice così concentrato su pochi settori difensivi — farmaceutica e alimentare vendono prodotti che si comprano in qualsiasi fase del ciclo economico — tende a essere meno volatile di indici più esposti alla tecnologia o all’industria ciclica. È una qualità nelle fasi di turbolenza e un limite nelle fasi di forte crescita, quando i settori più aggressivi corrono di più.
I principali titoli quotati alla Borsa svizzera
I principali titoli quotati alla SIX Swiss Exchange sono anche i più riconoscibili sui mercati azionari svizzeri. Al vertice restano i tre nomi che aprono questo articolo, Nestlé, Roche e Novartis, affiancati dalle grandi banche, dalle assicurazioni e da un marchio del lusso come Richemont. È questo nucleo ristretto a muovere ogni giorno la maggior parte degli scambi sulla Borsa svizzera, ed è la ragione per cui l’indice reagisce in modo così netto alle notizie che riguardano anche una sola di queste società.
Guardare i principali titoli quotati, più che il valore dell’indice in un dato momento, aiuta a capire dove si concentra davvero il peso. La distanza fra i primi componenti e il resto del paniere è ampia: chi compra lo SMI compra soprattutto la salute di poche multinazionali, non un campione diffuso dell’industria elvetica.
Blue chip e mid cap: due piani della stessa Borsa svizzera
I venti titoli dello SMI sono le blue chip svizzere: le società più grandi, più liquide e più seguite, quelle su cui si concentra la maggior parte degli scambi. Ma la borsa non finisce lì. Sotto le blue chip c’è il segmento delle medie capitalizzazioni, le mid cap, raccolto in un indice dedicato che riunisce società di dimensioni inferiori ma spesso in crescita più rapida.
La distinzione conta per chi tiene queste azioni all’interno di un portafoglio diversificato. Le blue chip offrono stabilità e liquidità; le mid cap offrono un potenziale di crescita maggiore a fronte di oscillazioni più ampie e di scambi meno intensi. Per avere una fotografia dell’intero listino azionario svizzero, e non solo dei suoi giganti, si guarda invece allo Swiss Performance Index, l’indice ampio che comprende la quasi totalità delle società quotate alla SIX.
Perché lo SMI racconta la Svizzera
La forza e il limite dello SMI stanno nella stessa caratteristica: la concentrazione. Un pugno di multinazionali in settori difensivi domina l’indice perché domina l’economia esportatrice del paese, fatta di poche aziende globali di altissimo valore piuttosto che di un tessuto ampio e frammentato. Leggere lo SMI è leggere questa scelta industriale.
Per l’investitore straniero questo significa una cosa precisa: comprare l’indice svizzero non è comprare un’esposizione bilanciata a tutti i settori, ma puntare in larga misura su farmaceutica e beni di consumo. È un profilo di rischio riconoscibile, e va scelto con questa consapevolezza, non per abitudine. Chi si avvicina ai mercati azionari svizzeri lo scopre presto: qui l’indice non media un’economia intera, ne fotografa la parte più concentrata.
Domande frequenti
Cos’è lo SMI?
Lo Swiss Market Index è il principale indice azionario della borsa svizzera: raccoglie i venti titoli più grandi e più scambiati quotati alla SIX Swiss Exchange. Rappresenta circa il 75% della capitalizzazione liberamente negoziabile del mercato azionario elvetico e viene rivisto una volta l’anno, in settembre.
Quali sono i titoli principali dello SMI?
I titoli di maggior peso sono storicamente tre: Nestlé, nel settore alimentare, e le due farmaceutiche Roche e Novartis. La loro presenza è così dominante che nel 2017 è stato introdotto un tetto per limitare il peso di ogni singolo componente. Completano il nucleo dell’indice grandi banche, assicurazioni e un gruppo del lusso come Richemont.
Perché lo SMI ha un tetto del 18% per singolo titolo?
Perché nel 2017 i tre titoli maggiori valevano insieme oltre il 60% dell’indice, che così rappresentava quasi solo tre aziende invece dell’intero mercato. Il tetto impedisce che il peso di un singolo componente superi il 18%, con aggiustamenti periodici. La regola ha reso lo SMI conforme alle norme europee sui fondi.
Che differenza c’è tra blue chip e mid cap?
Le blue chip sono le venti società più grandi, liquide e seguite, quelle che compongono lo SMI. Le mid cap sono società di media capitalizzazione, raccolte in un indice dedicato: crescono spesso più in fretta, ma si scambiano meno e oscillano di più. Per la fotografia dell’intero listino si usa lo Swiss Performance Index.

